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Cagliari – Roma, Renga: “mister Enrique, si puo’ cambiare gioco?”

Il noto giornalista sportivo fa una critica al gioco di Luis Enrique che sembra non dare i frutti sperati

Il ct della Roma Luis Enrique (Getty Images)

ROMA ROBERTO RENGA LUIS ENRIQUE SERIE A CAGLIARI – ROMA LAMELA / ROMA – Roberto Renga, noto giornalista sportivo, ha lasciato le seguenti dichiarazioni dopo la sconfitta dei giallorossi contro il Cagliari criticando il gioco di Luis Enrique che attualmente non sta portando la Roma da nessuna parte: “Quattro gol a Cagliari (contro due), dieci punti tra la Roma e il terzo posto. Che vuoi dire, che siamo contenti e andiamo in giro a festeggiare? E’ vero che vanno recuperati i ventisei minuti di Catania, ma ormai il quadro giallorosso è ben delineato e i colori non sembrano quelli giusti. La prima cosa che mi viene in mente è quella più pesante, in particolare per chi (come me) ama il calcio d’attacco: cari signori della rivoluzione culturale, si può cambiare il gioco? Ormai tutti in Italia, anche i bambini della scuola calcio, sanno ciò che farà la Roma e a quale (basso) ritmo si muoveranno i suoi giocatori. Tra gli avversari c’è chi va a fare pressing a pressione sui difensori, chi aspetta nella propria metà campo per cercare con i lanci spazi sulla fasce e chi fa una cosa e l’altra. La verità è quella sotto gli occhi di tutti: gli allenatori italiani non sapranno proporre concetti offensivi, ma sono i più bravi nell’opporsi alle idee altrui e con Luis giocano come il gatto con il topo: vieni, vieni, che ci penso io. A Cagliari, la Roma prima di prendere il quarto gol poteva anche pareggiare. C’è stato un periodo della gara in cui è stata effettivamente in partita, ma gli avversari si sono salvati: un intervento casuale del portiere, una dormita di Lamela, un erroraccio di Rosi. Il Cagliari era sulle gambe. E ha cambiato, passando a un centrocampo a cinque e mettendo Ibarbo solo davanti. E’ arrivato il quattro. Ballardini insomma ha fatto il suo, come Pioli, come Conte, come tutti quelli che hanno finito ringraziando Luis. E allora ripetiamo la domanda: si può fare qualcosa di meno prevedibile? Si può tornare a cercare la porta avversaria, invece che la propria? Si può dire ai difensori come si devono piazzare? Si può chiedere a un mediano che non sia l’evanescente Gago di piazzarsi tra i due centrali? Si può dire a Lamela che le partite durano novanta minuti e che vanno giocate tutte? Si può far sapere a Kjaer che non basta essere alti, biondi e tatuati per giocare nella Roma? Si può suggerire a Stekelenburg che una cosa è parare e tuffarsi e un’altra cadere? Si può fare tutto questo, visto che non si può fare ciò che veramente vorrei: cancellare tutto e ricominciare da dove c’eravamo lasciati nel maggio scorso?“.

Andrea Tocci