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Turchia, La Calciopoli anatolica

La penisola turca investita da uno scandalo calcistico di proporzioni tali da coinvolgere le maggiori squadre del campionato maggiore

Veduta della capitale turca, Istambul

CALCIOPOLI TURCHIA / WEB Uno scandalo come Calciopoli non è prerogativa solamente della nostra penisola, ma “vanta” tentativi di imitazione all’estero.

E’ partito infatti il processo per il più grande scandalo calcistico mai avvenuto sulle rive del Bosforo. Dopo i 61 della settimana scorsa, sono stati eseguiti altri 22 fermi tra i maggiori dirigenti tuchi: tra di essi, quello di Sadri Sener, patron del Trabzonspor, vicecampione di Turchia l’anno scorso e quindi potenziale partecipante alla Champions League. Le forze dell’ordine hanno perquisito anche le sedi di altri due club molto famosi in Turchia: il Besiktas e il Trabzonspor. Guai anche per il Fenerbahce, il cui presidente è accusato di associazione per delinquere e combine sportiva,e rischia esclusione dalla Champions, revoca del titolo e retrocessione.

Lo scandalo sta monopolizzando l’attenzione dei media tuchi che riferiscono di arresti a calciatori e amministratori  effettuati ieri in simultanea in ben 15 province del Paese in club di prima divisione.

L’attuale dirigenza della Federcalcio è in corsa per fornire al Uefa i nomi delle due squadre turche che parteciperanno alla Champions e per preparare il prossimo Campionato (che comunque potrebbe cominciare con una quidicina di giorni di ritardo rispetto al previsto 7 agosto).

Anche qui, sembra si sia appena scoperchiato un nerissimo buco di sommerso.

Sara Mascigrande