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As Roma, La conferenza stampa di Luis Enrique

Il tecnico giallorosso ha incontrato i giornalisti per presentare la sfida di domani pomeriggio contro il Novara

Il tecnico giallorosso, Luis Enrique (Getty Images)

AS ROMA LA CONFERENZA STAMPA DI LUIS ENRIQUE / TRIGORIA – Il tecnico della Roma, Luis Enrique, ha presentato questa mattina a Trigoria la partita contro il Novara, in programma domani pomeriggio allo stadio ‘Olimpico’ (ore 12.30). Di seguito le parole dell’allenatore spagnolo:

Battendo il Novara la Roma può ancora sperare al terzo posto?

“Prima bisogna giocare la partita e dopo vediamo. Ci sono delle squadre davanti a noi e quindi è difficile saperlo, per prima cosa dobbiamo svolgere il nostro compito e vincere la partita. Non sarà facile, un po’ per l’avversario e un po’ per l’orario. Sarà una sfida difficile a livello mentale, è importante essere molto pronti”.

Il gioco della Roma comporta dei rischi in difesa. Nelle ultime sette partite avete segnato 6 gol. Come mai non siete ancora produttivi?

“A me interessano le palle gol chiare in una partita. Un allenatore dovrebbe essere preoccupato quando queste non arrivano. Quando la squadra crea è già una cosa buona. Io non sono preoccupato, il gioco della Roma diventa rischioso se si commettono degli errori gravi. Io cerco il pallone nella metà campo avversaria e lo cercherò sempre”.

Ci sono tanti infortuni muscolari: c’è una motivazione?

“E’ uno sport di contatto e quindi implica dei rischi. Ogni settimana tutte le squadre hanno problemi di questo tipo. Nel calcio c’è bisogno di uno sforzo fisico altissimo e noi in tutti modi cerchiamo di frenare questo problema. Non è un problema di allenamenti o di preparazione, ognuno combatte con gli infortuni”.

Dopo Milano Totti è stato messo sul banco degli imputati. Che ne pensa lei dopo tanti mesi qui a Trigoria?

“E’ ingiusto parlare di un giocatore per una partita. Si deve giudicare un giocatore per ciò che ha fatto in un’intera stagione. Totti è chiaro che serve alla Roma e mi aspetto che sia ancora un giocatore di riferimento. La squadra a Milano ha fatto tutto quello che poteva fare e io sono molto contento. Stiamo facendo il nostro lavoro e piano piano vedremo cosa avremo fatto tutti: io per primo e i giocatori. Mancano diverse partite ed è importante che i giocatori non si rilassino neanche domani. Io voglio vincere questa partita”.

A Milano era molto nervoso in panchina, ma anche a Palermo non era sembrato soddisfattissimo. La squadra non capisce la sua idea per tutti i 90 minuti, come mai?

Perché sono un allenatore cattivo? Io non ero nervoso al primo tempo, io vivo la partita con la mia intensità. Mi arrabbio perché voglio sempre di più, ma capisco che per i giocatori è difficile vedere dal campo. Forse rimarrò qua 10 anni? Tu mi rifarai questa domanda, questo sport non è matematica ma è uno sport difficilissimo”.

I dati di Bojan parlano chiaro. Che cosa è mancato al giocatore di importante nel suo progetto?

“A me non piace parlare dei singoli. Bojan sarà un giocatore importante, ha qualità e questa è una cosa importantissima. Tante volte aspettiamo troppo dai giocatori giovani. Sai quanti anni ha? Piano piano, ci vuole tranquillità Per me può diventare un giocatore di altissimo livello e sono contento di come gioca e di come lavora. Mi aspetto che faccia ancora di più, avrà le sue opportunità”.

Sta ponendo rimedio agli errori infantili della difesa?

“Quando sbagliamo sbagliamo tutti, non solo la difesa. Io pongo rimedio agli errori infantili della squadra. Ogni giorno lavoriamo per migliorare la nostra qualità e ogni giorno cerchiamo di analizzare i nostri errori. Ma succederà ancora, così è il calcio”.

Ci racconta come è andato l’incontro con Roberto Baggio?

“Non sapevo fosse qui. E’ un’ottima persona ed è stato un grandissimo giocatore. Per me è stato un piacere incontrarlo e potrà diventare un grande allenatore”.

Ha ricevuto da tanti attestati di stima da quando è da noi. Quale è il suo rapporto con il calcio italiano? Continuerà a lungo qui, non solo a Roma ma in Italia?

“Non mi sento l’unico allenatore straniero della serie A. Mi sento benissimo con giornalisti, allenatori e tifosi. Non so, forse rimango qui 10 anni, prima erano 5 e ora sono 10! Sono contentissimo qui”.

Come ha visto in settimana Totti e Pjanic? De Rossi centrale?

“Sì abbiamo fatto delle prove e sicuramente domani giocherà come giocatore centrale. Mi dà molte garanzie in quel ruolo. Francesco e Pjanic avevano dei problemi, ma ieri hanno fatto tutto l’allenamento. Vedremo oggi…” .

Guardando il Barca contro il Milan è sembrato chiaro che la Roma voglia assomigliare ai blaugrana…

“Io non cerco di giocare come Guardiola. Per me è impossibile qui, per cultura e tutto il resto. Io ho un’idea precisa di calcio e voglio metterla in pratica. Io non cerco di fare quello che fa il Barcellona, è impossibile”.

Quindi è un discorso di qualità?

“Il nostro modello di gioco non lo permette ora. Noi abbiamo un modello di gioco che è il modello della Roma. Si può avvicinare, sì, ma è diverso”.

Cosa la preoccupa del Novara?

“Mi preoccupa la mia squadra e quindi non arrivare con la mentalità giusta. Il Novara sarà pericoloso e quindi ci vuole intensità e buona circolazione della palla”.

L’inter ha scelto un nuovo allenatore. Che idea si è fatto di questa scelta? Sta cambiando qualcosa nel calcio italiano?

“Dovresti fare questa domanda ai dirigenti dell’Inter. Stramaccioni non lo conosco, so che ha lavorato qui e ha fatto benissimo, ma non so come lavora. Sarà una persona prontissima e che può fare bene per la società. I dirigenti potranno dirti. Un allenatore non deve essere giovane o meno giovane, l’importante è la qualità del tecnico. E lo stesso vale anche per i giocatori”.

Marco Decrestina