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Mercato Roma, Sabatini: “dobbiamo puntare sulla qualita’ piuttosto che sulla quantita’”

Il ds giallorosso parla del prossimo mercato estivo, della sua situazione a Roma e della finale di Tim Cup primavera di scena stasera

Il ds giallorosso Sabatini (Getty Images)

ROMA MERCATO ROMA WALTER SABATINI DODO LUIS ENRIQUE SERIE A MILAN BORRIELLO / ROMA – Walter Sabatini, ds giallorosso, ha lasciato le seguenti dichiarazioni nel corso di un’intervista sulle prossime strategie di mercato della Roma, sulla sua situazione nel club giallorosso e sulla finale di ritorno di Tim Cup primavera di scena stasera allo stadio Olimpico:

Come sta la Roma alla vigilia della gara con il Milan? Dovrà fare una gara di attacco?

“Questa è l’unica maniera per esprimerci. Io spero che ci avvicineremo alla partita con una consapevolezza nuova. Forse la squadra ancora non conosce la propria forza ma è una grande occasione e i ragazzi lo sanno”.

Per il prossimo anno sono previsti investimenti importanti?

“E’ ingeneroso dire chi sostituirei. Però parlando di un’integrazione di organico una cosa è evidente: abbiamo bisogno di 2-3 giocatori di livello. Poi ci saranno dei ragazzi sulla scia di quello che abbia intrapreso quest’anno. Sarà l’uno e l’altro, speriamo di essere fortunati”.

L’ultimo nome è Dodò. Ci sono ragazzi che la Roma segue e che non dovranno essere considerati acquisti di livello?

“Certamente no. Però ci sono alcuni giocatori che, anche se giovanissimi, possono imprimere un svolta ad una società”.

Borriello non sta avendo molta fortuna e si parla di un ritorno a Roma. Come sono gli accordi con la Juve?

“E’ un’opzione libera e quindi la Juventus non ha nessun obbligo. Le considerazioni ad oggi vengono comunque fatte su una scia emotiva. Bisogna valutare a fine stagione, le prestazioni potrebbero cambiare. Se il ragazzo facesse 2-3 prestazioni importanti con qualche gol, la Juve cambierebbe idea e sono sicuro che una decisione ancora non l’hanno presa. Così come la Roma non ha ancora deciso per Marquinho o Kjaer. Siamo in una fase interlocutoria”.

In questo momento quanto è difficile trovare un grande difensore centrale?

“E’ evidente che non c’è, basta vedere anche le grandi formazioni d’Europa. Anche la storia di Thiago Silva è un po’ controversa. In questo ruolo è difficile trovare giocatore di grandissimo livelllo ma qualcosa troveremo… non vi preoccupate, siamo molto attivi (ride, ndr)”.

Ieri AlbertoDe Rossi ha detto che c’è un abisso tra il  campionato Primavera e la Serie A. Secondo te all’estero sono più preparati?

“Intanto l’abisso lo procuriamo noi dirigenti con le nostre paure… bisognerebbe avere un po’ di coraggio e lanciare i giovani meritevoli. Questo è  un discorso che attiene ad uno più ampio: c’è bisogno di una rivoluzione, di ristrutturare i campionati, e qui siamo frenati anche intellettualmente. Bisogna agevolare la crescita dei ragazzi facendogli giocare campionati di maggior  livello. La drammatizzazione del risultato, poi, non aiuta affatto. Negli altri campionati c’è un coraggio diverso da parte dei dirigenti”.

Dopo il secondo derby lei c’ha messo la faccia dicendo che sarebbe rimasto alla Roma. Adesso che la situazione è migliorata, il rinnovo sta arrivando?

“In certi momenti bisogna mettersi allo scoperto e combattere con tutti gli altri. Io facevo riferimento ad altre cose. Per quanto riguarda il contratto, io ho messo la firma poi sarà la Roma a decidere se proseguire. Io sarò il ds della Roma fin quando la Roma vorrà”.

La Roma però è più avanti di quanto si pensi e fa un calcio che in Italia nessun altro fa. Secondo lei l’ambiente italiano è troppo conservatore? Qual’è il suo calcio ideale?

“E’ una domanda troppo complessa. Mi trovo bene nel calcio che sto facendo alla Roma. Facciamo un calcio normale e ci stiamo affidando ad allenatore che privilegia un progetto di campo. Ora a distanza di qualche mese sappiamo che abbiamo fatto bene a puntare su di lui. Vogliamo alzare la soglia del talento e della spettacolarità del gioco e speriamo di farlo presto. Vogliamo far queste cose che sono il calcio”.

Le è piaciuta la prestazione di Palacio? Come sta Isla? Due nomi a caso…

“Non c’era bisogno che lo vedessi giocare contro la Roma, lo conosco dai tempi del Banfield. Si sta affermando ora a grandi livelli e sta trovando anche il gusto del gol, sta arrivando in doppia cifra e si sta completando. Di Isla non ho notizie ma ho notizie di Burdisso. Sono giocatori infortunati e spero che tornino presto…”.

Magari insieme...

“(Ride, ndr), non lo so. Per il momento penso a Nicolas. E’ un ragazzo eccezionale, sta bruciando le tappe e speriamo di mettergli una maglia per l’ultima partita di campionato, sarebbe importantissimo. Lo auguro anche a Isla, ovunque giocherà la prossima stagione”.

Stasera c’è la finale Tim Cup della Primavera, vuole parlarne o è scaramantico?

“La finale di stasera deve essere considerata una vittoria di tutti, ma in particolare di Alberto De Rossi. Io lo considero un uomo trainante e trascinante. Allena i ragazzi e lo fa benissimo, si pone come un padre di famiglia all’interno del gruppo”.

La Roma sembra avere sempre un occhio di riguardo per i giovani stranieri…

“Noi guardiamo con attenzione anche al mercato interno e soprattutto ai recinti di Trigoria”.

Quanti giocatori porterà nel prossimo mercato? Supererà il record di 12 giocatori?

“No, non credo. Dobbiamo puntare sulla qualità più che sulla quantità”.

 

Andrea Tocci