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Roma, Malago’: “Io in giallorosso? Nessun contatto ma ci spero. Non so se sia mai esistita una cordata americana”

L’imprenditore: “Luis Enrique mi piace ma ho delle riserve”

Giovanni Malagò

ROMA INTERVISTA MALAGO’ / WEB – L’imprenditore Giovanni Malagò ha rilasciato una breve intervista per una nota emittente radiofonica. Ecco le sue parole:

Vede un suo futuro nella Roma?
“Conosco bene il meccanismo mediatico che c’è a Roma. Non fuggo e non scappo da questa domanda. Da tempo la mia famiglia è vicino alla Roma. Spesso è stato accostato il mio nome al nome della Roma, non c’è nulla di vero e concreto. Il giorno che ci sarà, sarò il primo a parlarne. Io da tifoso della Roma, mi auguro che un giorno possa succedere”.

Lei conosce James Pallotta?
“Sì, abbiamo un amico in comune, fra l’altro laziale. Non è vero che io sia molto amico con lui, ho un buon rapporto ma l’amicizia è un’altra cosa. Mi ha fatto un’eccellente impressione, penso che sia una persona di qualità”.

Il suo cricolo ha ospitato Naguib Sawiris. Viste le attuali vicissitudini, lei crede che un impegno di Sawiris avrebbe fatto bene a questa città?
“A quell’incontro c’ero, era un incontro organizzato da Wind. Anche lì spesso si accomunano delle idee e dei ragionamenti. Sawiris è un uomo ricco, appassionato di calcio, ecco che si è pensato all’ipotesi Roma. Credo che lui negli ultimi mesi ha dovuto rivisitare molte delle sue strategie”.

Sawiris parlò proprio di cifre non accettate.
“Non mi permetto di commentare, non ho ruoli nelle sue strutture. In questi giorni sul Corriere della Sera c’è un’inchiesta su quello che sta succedendo nello sport a Roma. Siamo una città complicata, ci vuole mentalità innovativa”.

Sta succedendo?
“Bisogna compensare il gap economico con le superpotenze italiane e straniere. Dobbiamo ingegnarci e inventarci qualcosa di diverso. I presupposti c’erano, ora la situazione s’è complicata”.

Pallotta può essere il mecenate della Roma?
“Mecenate non è la parola giusta. Ha creduto in un progetto. Quando si fa un piano industriale si programmano due o tre anni, ma nel calcio ci sono delle variabili che sono fortemente condizionanti. Quest’anno ne sappiamo qualcosa”.

Come mai prima la cordata era di sei personaggi, e ora è rimasto solo Pallotta?
“Questo non lo so, non so neanche se sia vero. Tra poco ci saranno delle scadenze, le carte andranno sul tavolo. Entro breve avremo una serie di risposte sul nostro futuro”.

Le piace Luis Enrique?
“Sì, ma ho delle riserve. Lo dico con molta franchezza. Mi piace se al tempo stesso mi dimostra che non cambia idea per nessun motivo. Persone così mi mettono paura”.

Baldini e Sabatini come stanno operando?
“Baldini sta operando molto bene, la mia modesta opinione è che lui ha studiato la situazione, catapultato tra settembre e novembre in questo circo della società. Secondo me hanno fatto quello che era giusto fare sul piano degli investimenti, i vari Borini, Lamela, Osvaldo, Pjanic, Stekelenburg. Su qualcun altro il giudizio non è così positivo, ma hai creato i presupposti giusti. Vanno corretti gli errori”.

Marco Decrestina