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Roma, Mangia: “tutte le squadre che giocano contro la Roma modificano sempre qualcosa per affrontarla”

L’ex allenatore del Palermo parla delle qualita’ dei giallorossi e del suo esonero dal club siciliano

L'ex ct del Palermo Denis Mangia

ROMA DENIS MANGIA LAMELA PALERMO PJANIC / MANGIA SULLA ROMA – Devis Mangia, ex allenatore del Palermo, ha lasciato le seguenti dichiarazioni in merito alle qualita’ del club giallorosso, al suo esonero dal club siciliano e al suo rapporto con i giovani calciatori:

Come mai è finita male col Palermo?

“Abbiamo già parlato molto di questo, non è successo niente di particolare,  rifarei tutto.E’ stata un’esperienza positiva finita in maniera negativa, punto e basta”.

Quale giocatore l’ha colpita?

Ho trovato tutti giocatori importantissimi, ma non ho ancora gli strumenti per giudicare, perchè sono stato in categorie diverse. Miccoli è facile da citare, ce ne sono davvero parecchi, penso ad Hernandez, Silvestre, e ne dimentico altri”.

Cosa pensa dell’inserimento di Donati?

“Donati non lo conosco, posso dire che è andato a colmare una lacuna che c’era in quel ruolo, il presidente ci ha visto bene, è un nome che aveva fatto anche a me”.

Cosa le piace e cosa non le piace di questo campionato?

“E’ una bella domanda, penso che ci siano molte componenti, non c’è una motivazione unica. Di questo campionato mi piace la competitività sempre alta, non mi piacciono le cose extra-campo che stanno succedendo ora”.

La sua opinione sulla Roma…

“Secondo me la Roma ha provato a portare qualcosa di nuovo già a livello di gestione, e merita i complimenti. Tutte le squadre che affrontano la Roma modificano qualcosa per affrontarla, e questo è un merito, significa che i giallorossi propongono qualcosa di diverso e costringono le altre squadre ad adattarsi”.

Lei adottava la politica dei giovani…

“Quando c’ero io posso dire che la media età era molto bassa. E la Roma fa lo stesso:Pjanic è affermato ma giovane, Lamela giovane, Borini idem, e sono davvero molto giovani. Poi sui risultati si può discutere, alla fine purtroppo ci si basa su quelli”.

 

Andrea Tocci