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Stampa spagnola, Bojan: “Ora sono piu’ completo”

Intervista al giovane attaccante della Roma ed ex blaugrana

L'attaccante Bojan Krkic

STAMPA SPAGNOLA INTERVISTA BOJAN / WEB – Lo spagnolo Bojan Krikic ha rilasciato una lunga intervista per un noto quotidiano iberico. Eccone alcuni estratti:

L’ESPERIENZA IN ITALIA – “Beh, è una nuova tappa della mia vita. All’inizio ho faticato un po’ per integrarmi nel calcio italiano, ma ora ci sto provando gusto. E’ una buona scuola per me”.

RIGUARDO LUIS ENRIQUE –  ”Con Luis Enrique stiamo cercando di fare un altro tipo di calcio. Ci sono partite in cui facciamo il 70% di possesso palla, ma non è facile perché le squadre italiane sono bravissime a recuperare e ripartire. Anche la Juve gioca così. L’altro giorno stavo guardando una partita delle giovanili della Roma e giocavano così: tutti dietro, chiusi. Erano bambini di 12 anni e ti rendi conto che ciò viene instillato fin dall’infanzia”.

BOJAN E LA ROMA – “I minuti contano, ma nel calcio ci sono cose ancor più importanti. Ho 21 anni e sono orgoglioso di quello che ho fatto. Adesso mi trovo in una situazione in cui non gioco molti minuti, ma sono contento del mio adattamento, delle mie prestazioni e dell’esperienza che sto facendo a Roma. Essere titolare non è tutto nel calcio. L’importante sono i miglioramenti che vedo in alcuni aspetti su cui non avevo mai lavorato al Barcellona. Vedo che sto crescendo e questo è importante, ho una lunga strada da percorrere. Mi sento un giocatore più completo e questa è la cosa più importante.

SUI TIFOSI ROMANISTI –  ”E’ una tifoseria molto passionale, come se fosse una famiglia, e ho sempre apprezzato tutto ciò da quando sono arrivato”.

IL FUTURO DI BOJAN – “Quando ho lasciato Barcellona era chiaro che dovevo rimboccarmi le maniche. Ora ho intrapreso questa lungo percorso. E inizio a capire cosa sto vivendo e cosa sto imparando. Non si può prevedere cosa accadrà, meno che mai nel mondo del calcio dove tutto cambia da un giorno all’altro. La mia idea è quella di godersi gli allenamenti, crescere come giocatore e sentirmi bene, perché giocare o non giocare dipende da me”.

Marco Decrestina