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A.S. Roma, Feliziani illustra l’impianto sanitario dell’Olimpico

L’addetto alla biglietteria nonchè responsabile della sicurezza dell’A.S. Roma ha descritto il ”pronto soccorso” dell’Olimpico

Lo stadio Olimpico di Roma

ROMA FELIZIANI / WEB – La morte di Piermario Morosini ha sconvolto l’ambiente del calcio. Si è tornato nuovamente a parlare dell’adeguatezza delle misure di sicurezza. E’ anche per questo motivo che Carlo Feliziani, addetto alla biglietteria e responsabile della sicurezza dell’A.S. Roma, ha concesso un’intervista al Romanista, per spiegare come funziona l’impianto sanitario dell’Olimpico. Eccone un estratto:

Ci sono 2 mezzi mobili all’interno del rettangolo di gioco. Sono quelli che possono vedere tutti, vale a dire le macchinette elettriche sulle quali ci sono un medico anestesista rianimatore, un medico di assistenza più due infermieri. Sono due perché può anche succedere che ci sia uno scontro tra due giocatori e che possano avere entrambi un problema. Quindi tu devi avere due mezzi. E poi c’è un’ambulanza che in pratica sta pronta per qualsiasi intervento e che è posizionata nel boccaporto della Curva Sud lato Monte Mario. Ogni unità mobile è dotata di un defribillatore.

Feliziani, poi, ha parlato, più nello specifico, di come funziona la struttura sanitaria dell‘Olimpico: ”Noi allo stadio abbiamo in tutto 16 postazioni di primo soccorso. Di queste 16, 14 sono dedicate al pubblico e 2 agli atleti o a tutti coloro che per vari motivo hanno diritto a stare in campo. Le due per gli atleti sono le due macchinette elettriche… Delle 14 postazioni dedicate al pubblico, 10 sono dei “locali di primo soccorso” che sono all’interno dei vari settori. Poi ci sono le 4 torri dello stadio che al loro interno hanno altro personale. In ognuna di queste unità ci sono 3 persone: un infermiere professionale con defibrillatore e due soccorritori. Oltre ad una barella pieghevole e un kit di primo soccorso con defibrillatore. Nei già citati 10 locali di primo soccorso, invece, ci sono un medico e un paramedico. E ognuno di questi locali ha a disposizione un’ambulanza con l’autista che può partire in ogni momento. Delle 10 ambulanze, 6 sono delle vere e proprie unità mobili di rianimazione. Cioè già al loro interno c’è tutto quello che serve per rianimare. Sono ambulanze di primo livello, definite di livello “A”. Quattro di queste ambulanze sono invece di livello “B”, non sono centri di rianimazione mobile, ma sono comunque ambulanze dotate di defibrillatore.