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Esclusiva asromalive.it, Intervista a Gianni Di Marzio: “Luis Enrique? Come Zeman…”

L’esperto di calciomercato, contattato in esclusiva da asromalive.it, ha parlato del tecnico Luis Enrique, della stagione giallorossa e del prossimo mercato

Diego Armando Maradona e Giovanni Di Marzio, osservatore che scoprì 'el Pibe' quando aveva 17 anni

ESCLUSIVA ASROMALIVE.IT INTERVISTA GIANNI DI MARZIO / ASROMALIVE.IT –Contattato in esclusiva da asromalive.itGianni Di Marzio, ex allenatore ora esperto di calciomercato e opinionista, ha rilasciato per i nostri lettori una lunga intervista. Di Marzio ha parlato del tecnico Luis Enrique, del progetto Roma e del futuro mercato giallorosso. Ecco le sue dichiarazioni:

Sono trascorsi ormai più di 9 mesi da quando Luis Enrique è arrivato a Trigoria e ha dato il via al nuovo progetto Roma. Che idea si è fatto lei del tecnico giallorosso? Pensa sia l’uomo giusto per il futuro del club capitolino?

Noi siamo amanti sempre delle cose straniere perché Montella stava bene dove stava. Ma al di là di tutto questo, Lui Enrique è uguale a Zeman con la differenza che in tutti questi mesi lo spagnolo non ha capito che nel calcio servono sempre due fasi: quella offensiva e quella difensiva. E’ vero che a tutti noi piace il calcio propositivo, ma poi bisogna anche difendersi. Quello che mi lascia perplesso di questo allenatore è che non ha dato alla Roma la mentalità difensiva. I giallorossi hanno preso gol anche sulle palle inattive e quindi sul marcamento a uomo. Comunque Luis Enrique è una persona simpatica e che non dice mai banalità e mi piace come personaggio. Se vado però a guardare i numeri…onestamente non è che ci ha dato più di tanto”.

Da uomo di calcio ed esperto di mercato quale è lei, chi salva e chi no della passata campagna acquisti estiva della Roma?

“Sono stati presi dei giocatori eccezionali. Questo sul piano individuale ma le squadre si costruiscono, non si prende solamente l’individualità. Per me i giocatori presi dalla Roma sono tutti bravi, ci mancherebbe altro. Sabatini è un grande ma il problema è che bisogna costruire bene una squadra come si costruisce un palazzo: manovalanza, geometra, architetto ed ingegnere. Alla Roma mancano due esterni bassi, va bene che si prendano i giovani ma che siamo sempre compatibili con il modulo di gioco dell’allenatore”.

Si era sparsa la voce di un interessamento della Roma per Fernando Torres. Solo voci o c’è comunque un fondo di verità?

“Torres per me è un giocatore forte e considerando tra l’altro che è anche spagnolo…due più due fa quattro. Può anche darsi che ci sia stato un interessamento. È un giocatore che non fa gol da ottobre però penso sia giusto anche per la Roma. Ma anche in quel caso: prendi una prima punta e Totti, che fa?”.

C’è ancora spazio per il capitano giallorosso nel futuro della Roma?

“Totti è una prima punta che si viene ad abbassare per portarsi via l’uomo, scaricare dietro e poi andare. Al di là dell’età Totti è sempre determinante in questa Roma, quindi per il futuro bisogna prendere dei giocatori adatti anche a Totti e al modulo di gioco della Roma. Inutile prendere prime punte come Osvaldo o Borriello che poi si devono adattatare ad altri ruoli d’attacco diversi dalla loro natura”. 

Lotta al terzo posto. Considerando ancora gli scontri diretti, chi è secondo lei la favorita per l’ultimo posto utile in Champions League?

“La lotta al terzo posto? Napoli, Lazio e Udinese. Non ci andiamo ad inventare altre cose e non andiamo ad illudere le persone. Non prendiamo in giro nessuno, il terzo posto è quello.

Ai Mondiali under 20 del 2005 fu proprio lei a notare per primo Lionel Messi. Oggi ha qualche consiglio da dare alla Roma?

“La Roma non ha bisogno di avere consigli, ha già Sabatini che è il number one”.

Intervista realizzata da:

Marco Decrestina