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Juventus-Roma, Causio: “La chiave del match sarà a centrocampo”

L’ex juventino aggiunge: “Totti e Del Piero? La massima espressione del calcio italiano”

Franco Causio

JUVENTUS ROMA INTERVISTA CAUSIO /WEB – Intervistato da gazzettagiallorossa.it, l’ex calciatore Franco Causio ha parlato della sfida di domenica sera tra la Juventus e la Roma. Di seguito le sue parole:

Ricordi delle sfide degli anni d’oro?
“Non ne ho, non si vive di ricordi, si guarda avanti”.

Giudizio sulla Roma.
“La Roma non ha continuità: prima prende 4 gol a Lecce, poi vince con l’Udinese. Indubbiamente ha qualità, ma è anche vero che ci sono diverse problematiche come l’allenatore e i tanti nuovi giocatori stranieri che ancora si devono ambientare. Se La Roma si esprimere sui livelli visti contro l’Udinese, credo possa fare una bella partita”.

Giudizio sulla Juventus.
“Sta bene fisicamente e sa esprimerlo molto bene in campo, in più ha un allenatore bravo che ha saputo dare un impronta alla squadra. In questo momento è la migliore in Serie A”.

Le chiavi della partita?
“La partita si svolgerà sicuramente a centrocampo. Vidal, Marchisio e Pirlo per la Juventus, Gago, Pjanic e Marquinho è un triangolo che mi piace moltissimo per la Roma”.

De Rossi?
“Non so se lo schiererà in fase difensiva, ma secondo me è un ruolo che gli allunga la carriera”.

I punti deboli delle due squadre?
“La Roma ha il suo punto debole nella difesa. Parlando con Sabatini tempo fa, gli ho chiesto come mai a gennaio non sono intervenuti sul mercato e lui molto esplicito mi ha dato ragione. Per quanto riguarda la Juventus, non so che tipo di modulo schiererà Conte, ma credo che la Juventus sia una squadra perfetta in tutti i reparti, magari in attacco creano tante occasioni, che poi non sfruttano”.

Pronostico?
“Spero sia una partita aperta e spettacolare. Sempre se la Roma azzecca la partita, altrimenti se gioca come a Lecce, la Juventus ne fa un sol boccone”.

Sarà l’ultimo scontro tra Totti e Del Piero.
“Io credo che siano stati la massima espressione degli ultimi 20 anni del calcio italiano. Bisognerà aspettare non so quanti anni per vederne altri due come loro”.

A proposito di Del Piero: non c’è stata un po di ingratitudine nei suoi confronti?
“Probabilmente si è sbagliato il tempo e i modi. Ma la carta d’identità è quella, è meglio smettere all’apice, che farlo quando non si è più all’altezza. E’ toccato a me, toccherà a lui e a tanti altri”.