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Roma di Capello, Montella: “avremmo potuto vincere molto piu’ di uno scudetto”

L’allenatore del Catania ricorda la Roma dell’ultimo scudetto ed elogia il capitano giallorosso Francesco Totti

Il ct del Catania Montella (Getty Images)

ROMA MONTELLA CAPELLO MANCINI TOTTI CANDELA / CATANIA – Vincenzo Montella, allenatore del Catania, ha lasciato le seguenti dichiarazioni sulla Roma di Capello di cui fu grande protagonista, su Francesco Totti e sull’esultanza – areoplanino: “L’areoplanino? Non fu una cosa studiata, ma nacque in un Genoa-Cesena, nel mio primo anno di B con la maglia rossoblu. Ero stato relegato in panchina, ma entrai e segnai un bel gol in rovesciata. Rialzandomi, mi venne spontaneo esultare in quella maniera. Da allora non l’ho piu’ abbandonata. La Roma di Capello? Quella era davvero una squadra fortissima. Avessimo avuto un’altra testa, un’altra mentalita’, avremmo potuto vincere molto piu’ di un solo scudetto perche’ avevamo un potenziale enorme ed eravamo piu’ forti di tutti. Ripensandoci, pero’, forse e’ stato meglio cosi’; perche’ vincere uno scudetto a Roma e’ qualcosa di unico e irripetibile. A distanza di una settimana dal trionfo, ricordo che ero con Totti, Candela e altri compagni in un ristorante di Roma: la gente lo venne a sapere e si creo’ una calca tale che fummo costretti ad uscire dal locale scortati dalla polizia“. L’ex attaccante giallorosso spende anche due parole per i suoi ex compagni di squadra Roberto Mancini e Francesco Totti: “Mancini era un giocatore straordinario e godeva quasi piu’ nel far segnare un compagno che nel fare gol lui stesso. Ebbene, io in quegli anni vivevo solo per il gol e ho beneficiato ampiamente di questa sua attitudine. Totti invece e’ il massimo esponente della romanita’, anche a livello internazionale. Dopo 15 anni eccezionali ha sempre quel modo di giocare ‘simpatico’ che riesce a far presa anche sui ragazzini. Quando smettera’, per i tifosi della Roma non sara’ un momento facile, perche’ Totti e’ l’emblema del club. Totti e’ la Roma. I 4 gol alla Lazio? Ancora oggi, a dieci anni di distanza, i tifosi della Roma me lo ricordano, non la smettono di ringraziarmi ed e’ una cosa che mi fa piacere. E pensare che, li’ per li’, quei 4 gol non riuscii nemmeno a godermeli troppo: avevo un carattere introverso e freddo che non lasciava spazio a entusiasmi particolari. Un peccato, oggi sicuramente vivrei un’emozione cosi’ ben piu’ intensamente“.

 

Andrea Tocci