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As Roma, Mai dire “esonero”

Excursus sulle alterne vicende della panchina giallorossa negli ultimi anni caratterizzata da un alto numero di tecnici che issano “bandiera bianca”

Luis Enrique

ROMA ALLENATORE ESONERO LUIS ENRIQUE / ROMA – Luis Enrique ieri a fine allenamento ha fatto mettere i giocatori in circolo e ha salutato tutti ufficializzando il suo addio. Motivazioni? Oggi Baldini ha provato a dare qualche spiegazione (vedi qui) ma le ragioni si conosceranno solamente domani in conferenza stampa.
Se si analizzano però le statistiche, la Roma potrebbe essere vista come un paradiso per gli allenatori. Infatti la società giallorossa non ama sollevare dall’incarico i propri tecnici: i numeri dicono che è la squadra che negli ultimi 15 anni ha esonerato meno di tutta la serie A. L’ultimo risale infatti alla stagione 1996/97 quando Carlos Bianchi fu sostituito dall’accoppiata formata da Nils Liedholm ed Ezio Sella. Se si scende nel tecnico, Ezio Sella è l’ultimo allenatore esonerato, infatti nel 2004/05 venne chiamato a gestire la squadra per un solo incontro in attesa dell’accordo sul nuovo nome (in quel caso Del Neri). Tra le società di serie A, solo il Milan ha un andamento comparabile: l’ultimo esonero in casa rossonera risale alla stazione 2001/02 quando si decise di sostituire Fatih Terim che non era riuscito a portare quelle innovazioni tanto attese a Milanello. Tutte le altre società hanno esonerato almeno un tecnico durante le ultime 4 stagioni. Al terzo posto di questa particolare classifica vi è il Chievo con l’esonero di Iachini nella stagione 2008/09.

Dunque la dirigenza della Roma ha la capacità di aspettare i tecnici, tanto che anche l’esonero di Bianchi si consumò alla 24esima giornata dopo una stagione a dir poco fallimentare. Questo non significa che dal 1996/97 in poi ci sia stata un’egemonia sulla panchina alla Ferguson, bensì che tutti i tecnici che si sono succeduti (Zeman, Capello, Prandelli, Voeller, Del Neri, Conti, Spalletti, Ranieri, Montella e Luis Enrique) hanno salutato la Roma o per dimissioni o al termine del contratto.

Da questa analisi si consegue che sebbene in casa Roma ci sia pazienza anche a fronte di risultati negativi, gli allenatori subiscono fortemente le pressioni dell’ambiente che in alcuni casi porta a rotture traumatiche e alla consapevolezza di non poter più andare avanti.
Guardando al futuro, sono alte le possibilità di Montella di tornare alla guida della Roma, c’è da sperare che la sua così profonda conoscenza dell’ambiente lo porti a prendere le contromisure contro la tentazione dimissionaria. Probabilmente però il miglior antidoto in questo tipo di situazioni è solamente il raggiungimento reale dei risultati sul campo.

Sara Mascigrande