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Roma, Marco Cassetti parla del suo bel passato in giallorosso

L’ex difensore della Roma rilascia un’intervista sulla lunga esperienza capitolina

Marco dopo il goal decisivo nel derby

ROMA CASSETTI AI MICROFONI PER COMMENTARE L’ADDIO / WEB – L’esterno destro della Roma Marco cassetti ha rilasciato, per concludere al meglio l’esperienza che lo ha visto protagonista in questi 6 anni, un’intervista per trarre le conclusioni su tutte le sue esperienze ed emozioni per questa maglia.  Molti gli argomenti trattati, dalla sua ultima stagione no tanto felice al fantastico goal decisivo ne derby.

Che cosa non è andato con Luis Enrique?
“Non c’è stato nessun problema con lui, abbiamo sempre avuto un buon rapporto. L’unico problema è che non mi considerava un esterno ma un centrale. Io mi sono messo a sua disposizione”.

Questa è stata una stagione particolare dove hai indossato anche la fascia di capitano.
“Si, con lo Slovan dove siamo scesi in campo con una squadra incompleta”.

Come mai Luis non ti ha mai schierato sulla fascia anche nei momenti di emergenza?
“Non lo so, bisogna chiedere a lui. Il tecnico mi vedeva meglio come centrale difensivo”.

Nelle stagioni precedenti era un titolarissimo. Con lui sei diventato una riserva. Un nervosismo culminato con l’espulsione a Bergamo.
“Purtroppo ci sta. In quel caso poi la partita era già compromessa, eravamo sul 3-1 a 15 minuti dalla fine”.

Saresti rimasto alla Roma? Hai sentito Sabatini?
“Mi sarebbe piaciuto restare almeno un altro anno. Con la Roma non ci sono più contatti”.

Cosa non ha funzionato quest’anno?
“Nello spogliatoglio c’era molto entusiasmo. Certo i risultati aiutano…Il gioco di Luis Enrique richiedeva un dispendio di energie molto alto e non siamo riusciti a mostrare appieno le idee del mister. Poi quando i risultati non vengono viene meno anche un po di autoconvinzione”.

Tu, con le tue 9 presenze, ti puoi considerare meno colpevole della stagione negativa?
“Quando si fa parte di un gruppo si è tutti colpevoli o tutti eroi”.

Quest’anno sembra che gli arbitri si sono accaniti con la Roma.
“No, non credo anche se alcune volte le interpretazioni variavano, un po’ come le esplusioni di Stekelenburg dove alcune volte vedevi lo stesso intervento compiuto da un altro portiere che non veniva considerato allo stesso modo”.

Ti senti carico? Sei ancora pronto per giocare?
“Si, perchè mi sono riposato un anno! (Ride, ndr)”

Hai smaltito l’infiammazione al tendine d’Achille?
“Si, tutto a posto”.

Il tuo futuro? Italia o estero?
“Per adesso non c’è nulla”.

Tra Spalletti e Ranieri, a chi sei più grato?
“Io ho sempre detto che tutti gli allenatori, ognuno di loro mi ha sempre dato qualcosa, chi più chi meno. Io metto tutti sullo stesso piano”.

Montella è l’uomo giusto per la Roma?

“Se dovesse tornare, io lo vedo bene. A Catania ha dimostrato di essere un buon giovane con ottime idee”.

Dei nuovi acquisti, chi ti ha impressionato di più?
“Non mi piace fare nomi però penso che Pjanic, che veniva da una società importante, abbia delle qualità incredibili. Poi anche gli altri non sono da meno ma come ho detto prima, essendo giovani e con i risultati che non arrivavano, non riuscivano ad esprimere tutte le loro qualità”.

Che emozioni hai provato nel gol al derby?
“Volevo fare mille cose e alla fine non ho fatto niente! E’ un emozione difficile da spigare”.