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As Roma, Giannini: “In difesa la Roma ha bisogno di un giocatore con esperienza e personalità”

L’ex giallorosso parla della Nazionale Italiana e della sua Roma

Giannini sulla nazionale e la Roma

AS ROMA GIANNINI DICHIARA / WEB – Giuseppe Giannini ha parlato degli Europei e anche della situazione della Roma ai microfoni di Centro Suono Sport. Ecco le sue dichiarazioni:

La Nazionale, De Rossi centrale di difesa, come lo hai visto?
“In Nazionale credo sia stato un rattoppare qualcosa, non può far fuori Motta e Marchisio e Pirlo viene da una stagione esaltante, ha pensato di spostare De Rossi più basso cosi tiene i tre che stima tantissimo. Motta è il suo pupillo, così ho sentito, ha sposato questa causa dall’inizio. E’ piatto come giocatore, non è una mezzala che spinge, per questo ha spostato Daniele dietro”.

Manca la progettualità come anni fa quando tu stavi in Nazionale?
“Sì in effetti è vero, nell’Under 21 negli ultimi anni si hanno singoli bravi ma non si ha un blocco che viene trasmesso in Nazionale. E’ vero anche che non ci sono più difensori, non ce ne sono tantissimi. In Italia le mezze punte e le seconde punte si trovano sempre, gli altri ruoli molto meno, come centrocampisti e difensori”.

Che ne pensi di Florenzi?
“E’ un buon giocatore, ha fatto la B, devi avere gli attributi e metterlo all’Olimpico in una rosa di una grande squadra. Ha fatto grandi cose a Crotone”.

Qual è un giocatore che ti ha colpito agli Europei?
“Ce ne sono diversi, il terzino sinistro della Croazia è un buon giocatore, Lewandowski pure mi piace tantissimo, è un Ibrahimovic un po’ grezzo. Tra due tre anni saranno grandissimi”.

Che ne dici di Hummels?
“Buon giocatore, io prenderei per la Roma un giocatore che sappia dirigere e comandare la difesa, servirà un giocatore con più esperienza per dirigere le situazioni. Uno che abbia grande personalità e che sappia muovere in sincronia la linea difensiva”.

Osvaldo-Roma aria di divorzio, che ne pensi?
“Credo ci sia stato un problema di rapporti e comportamenti, probabilmente paga questo proprio perché ha fatto bene sul campo e meno fuori”.

Perché Mancini ha sofferto in Nazionale? Ti è mai capitato di avere una sensazione di biscotto?
“Non credo a queste cose ad eventi come Europei o Mondiali, tanto è vero che poi la Grecia vince a sorpresa ed è passata ai quarti. Mancini è uno dei giocatori che pretendono che la squadra giochi per loro, nei club è possibile, poi però in Nazionale quando ci sono 20 come lui magari soffre che non venga riconosciuta la sua leadership. Forse sono quello che lo conosce meglio, lui è un ragazzo tranquillo e sensibile ma soffre se non gli riconosci la posizione di leader. In quel caso può andare in difficoltà e non rendere. Però è un vincente”.

Hai provato a portarlo a Roma?
“Ho cercato di convincerlo e di portarlo a Roma, poi lui viceversa cercava di portarmi a Genova”.

Un giudizio su Balotelli?
“Vado cauto a dire che è un fuoriclasse, fuoriclasse per me è Maradona, è Cristiano Ronaldo ieri sera, è Messi, sono i giocatori che sono al di sopra di altri. Lui è giovane, alterna sempre le prestazioni. Come ruolo è ancora indecifrabile, se lo metti centrale soffre, come lo utilizza Mancini è ideale, parte esterno e arriva dentro al campo. Lo vedrei bene con Zeman”.

In questo calcio sempre più veloce, i giocatori tecnici ne soffrono?
“Non è facile, ci sono quei 10-15 minuti a partita che un giocatore tecnico e lento può andare in difficoltà. Alla lunga chi ha i giocatori tecnici può portare via il risultato”.

Il tuo calcio cosa prevede?
“Mi piace imporre il gioco, mi piace essere propositivo e non giocare di attesa o ripartenza, poi dipende dalle caratteristiche dei giocatori che hai”.

Sono i campioni che mancano o è il calcio che brucia tutto velocemente?
“I campioni sono quelli che durano nel tempo e fanno una vita da professionista, i campioni non sono quelli che fanno 2-3 anni e poi ti giri e non li ritrovi più”.

E’ stato più un rimpianto la finale con il Torino o quella con l’Inter?
“Con l’Inter c’è stato qualcosa che non ha quadrato, il rigore dell’andata è clamoroso, lì ha condizionato un po’ tutto. Purtroppo è andata così ma non solo quella ma anche altre partite, mi ricordo il fallo laterale di Aldair, eravamo primi in classifica o molti vicini alla Juve, io non l’ho mai vista una scena così”.