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Euro 2012, Prandelli: “Con la Spagna voglio un’Italia aggressiva”

Il ct della azzurro parla della sfida di oggi pomeriggio contro i campioni in carica

Il ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli

EURO 2012 PRANDELLI ITALIA SPAGNA / WEB – Danzica, il giorno del debutto dell’Italia ad Euro 2012. Nelle scorse ore il ct della Nazionale, Cesare Prandelli, ha parlato della sfida contro i campioni in carica della Spagna. Ecco tutte le dichiarazioni dell’allenatore di Orzinuovi:

 Come sta Prandelli a 24 ore dalla Spagna?

“Sto benissimo, oggi pomeriggio ho dormito anche un’ora come un bambino, sono felice di essere qua, sono convinto che il lavoro fatto darà buoni frutti. Siamo tutti sereni”

Insomma lei è ottimista rispetto alla sensazione generale che vi circonda
“Le sensazioni sono buone; ci siamo allenati bene, abbiamo preparato la partita nel modo migliore. Il pessimismo che ci accompagna non ci dà fastidio, magari può essere uno stimolo in più”

Sarà un’Italia diversa rispetto alle qualificazioni, che ruoterà intorno a De Rossi
“Daniele è molto, molto convinto di questa svolta. Aspettiamo a giudicare, per lui oltretutto non sono cose nuove, De Rossi ha fatto bene in quel ruolo nella Roma. Qui non sarà solo difensore ma anche centrocampista in una determinata zona del campo. Dobbiamo essere preparati a cambiare durante il match”

Quale è il piano anti Spagna?
“Ogni squadra si prepara in base ai suoi giocatori, se siamo sinergici possiamo centrale l’obiettivo: noi vogliamo tenere la Spagna lontana dalla nostra area, altrimenti avremo sbagliato qualcosa”

Resta il fatto che per vincere servono i gol. E questa Italia non segna da tre partite
“Il nostro obiettivo è vincere e fare gol. Anche contro la Russia, pur perdendo nettamente alla fine, abbiamo avuto sette palle gol e attaccato l’area con 5 giocatori, voglio fare questo anche contro la Spagna. Tutti si devono sentire titolari, ci sono tre cambi. Voglio un’Italia dinamica e aggressiva, gente che spenda tutto; poi cambierò io”

Teme la marcatura su Pirlo?

“Quando e se avremo difficoltà con Andrea, abbiamo provato dei movimenti in uscita ma se accadesse una situazione simile, significa che paradossalmente sul piano tattico le cose sarebbero andate bene”

Cosa si aspetta da Balotelli?
“Ci serve generosità, da lui e da tutti, nei confronti della squadra. Gestirlo è il problema che c’è con tutti i ventenni, soprattutto se uno è esuberante come lui. Qui Mario non si è comportato bene, di più. Lui ora deve pensare che la sua arma vincente è la generosità”

La Spagna resta la squadra da battere?
“La Spagna è più forte, la squadra da battere, per continuità di gioco e rendimento consolidato, gioca sempre allo stesso modo, poche squadre riescono a contrastarla, questa è la sua forza. Ha un gioco codificato, indipendentemente da chi scende in campo”

Resta il modello della sua Italia?
“Mi piace la loro mentalità, questo fatto di costruire e non distruggere; se apri le porte degli allenamenti, non si va a cercare uno che fa una pernacchia a un compagno; loro mi sembrano più sereni, noi possiamo arrivarci, attraverso il gioco e il lavoro; e capendo che i drammi sono altri, i problemi ce li hanno i terremotati, noi ci prendiamo troppo sul serio, gli spagnoli sono molto più sereni”

Cosa resta del 2-1 di Bari?
“Di quella vittoria rimane poco, il calcio è veloce e cambia tutto. Non abbiamo guardato quelle immagini di proposito. Ma se giochiamo al calcio, possiamo essere competitivi anche con la Spagna. Se sia meglio o peggio giocarci subito contro? Non lo so, penso che sia importante, siamo preparati dal punto di vista nervoso”

C’è il timore di episodi di razzismo?
“Io dico che meno ne parliamo meglio è. Io lo ripeto. Se dovessero insultare Balotelli, io lo abbraccerò in campo; ma dovremo farlo tutti perché questo è un problema sociale e politico di tutta l’Europa”