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Liverpool, Borini: “Mi piace il fatto che gli inglesi vedono il calcio come un gioco”

Un altro ex della Roma, rilascia un’intervista prima della partita di questa notte a Boston

Fabio Borini in Nazionale

ROMA LIVERPOOL BORINI / ASROMALIVE.IT – Se Aquilani giocherà probabilmente col magone da romano e soprattutto romanista qual è, forse Fabio Borini la vivrà con meno pathos la partita di questa notte, ma pur sempre vedrà fronteggiare la sua attuale squadra contro quelli che fino a un mese fa erano i suoi compagni.

Così ha parlato sul sito del Liverpool: “Ho scelto di accorciare le mie vacanze perché è importante stare con la squadra, soprattutto per me che sono nuovo. Avrei potuto avere un mese di vacanze ma non ho giocato agli Europei.
Ho scelto di raggiungere prima i miei compagni per adattarmi più velocemente“.

SUL TECNICO RODGERS:Prima di tutto è una brava persona anche al di fuori del calcio ed è importante lavorare con delle persone corrette. Come tecnico è un grande. Sa cosa deve fare ogni giorno, è molto organizzato. Lo puoi vedere al campo d’allenamento, lui va lì presto e vuole lavorare e migliorare ogni giorno. E’ il tipo di allenatore con il quale i giocatori amano lavorare. Adoro giocare per lui, siamo in buoni rapporti“.

SUL CALCIO INGLESE: “Mi piace il fatto che gli inglesi vedono il calcio come un gioco e non come un lavoro. Ho sempre voluto giocare a calcio perché è un gioco. Non è un propriamente un lavoro, è più una passione. Il calcio è la mia vita. Ho scelto di lasciare la mia famiglia a 16 anni, è stata la scelta più grande ed è stata quella giusta. All’inizio fu molto difficile, dopo 3 mesi volevo lasciare perché avevo paura. Mi mancavano i miei amici, la mia famiglia. Ho sentito la mia famiglia che mi ha detto che quello era ciò che dovevo fare, che dovevo andare avanti ed essere sempre più forte. Dopo 6 mesi ho imparato l’inglese e poi è andata bene“.

SULLA GARA CONTRO LA ROMA: “Sarà bello ma anche strano perché sarò lì da avversario. Potrò salutare tutti, cosa che non ho avuto modo di fare“.