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Roma, Canovi: “Se tutti praticassero le parole di Zeman,vivremo lo sport in modo più sereno e onesto”

Lunga e interessante intervista al noto esperto di mercato con particolare riferimento alla squadra giallorossa

Dario Canovi

Il noto agente Dario Canovi è stato intervistato dalla redazione di Forzaroma.info riguardo queste prime giornate del Campionato per quanto riguarda la Roma. Queste le sue parole:

La stagione è solo all’inizio, ma quali impressioni si è fatto dopo queste prime partite della Roma?
Sì, siamo ancora all’inizio, soprattutto con una squadra che è diretta da un allenatore che ha degli schemi ben precisi, particolari e personali. Conoscendo bene il mister darà un gioco bello e piacevole alla Roma, ma diamogli il tempo”.

Nel precampionato si rifletteva sulla posizione di Totti che poteva essere inadatto  sulla fascia sinistra. Invece è risultato sempre uno dei migliori…
Su Totti ho certezze collaudate, io non avevo dubbi, chi ne aveva non conosce la forza, il carattere e l’intelligenza di Francesco. Il capitano è un giocatore che dal campionato italiano e internazionale ha avuto molto meno di quanto avrebbe meritato. E’ in assoluto uno dei più grandi campioni degli ultimi vent’anni. Non avevo dubbi che con Zeman, uomo che lo adora calcisticamente, si integrasse alla perfezione. Domenica ho visto un Totti che non vedevo da tanti anni”.

Destro e Pjanic hanno avuto un inizio faticoso nel trovare una collocazione tattica negli schemi di Zeman. Quali possono essere le cause?
Destro è arrivato alla fine del ritiro, non è stato molto con Zeman e non ha potuto assorbire i suoi insegnamenti, poi è andato anche in Nazionale non avendo potuto approfittare della sosta. Di lui parleremo in termini entusiastici a fine campionato. Pjanic? Ha avuto dei problemi fisici che ne hanno rallentato la condizione, ma a fine anno parleremo tanto anche di lui…”.

La difesa ha dimostrato buone cose, salvo episodi di poca attenzione che hanno pregiudicato il risultato. Un giudizio su Piris?
Burdisso è un buon giocatore, ma non un campione. Anche Castan non è un Thiago Silva o un Nesta. Sono due giocatori buoni nella media. Piris subisce un problema di adattamento: la lingua, il metodo di gioco italiano, non solo quello di Zeman. Ci vuole concentrazione, non è il campionato più bello del mondo, ma è il più difficile. Per un giovane come Piris è una novità assoluta”.

Le polemiche che nascono dopo le parole di Zeman possono danneggiare la squadra o, paradossalmente, la caricano?
Questo non lo so.  Zeman non dice mai cose stupide, sono parole che dovrebbero insegnare a comportarsi a chi vive nel mondo del calcio. Se tutto il mondo del calcio praticasse le parole di Zeman, vivremmo lo sport in modo molto più sereno e onesto. Un uomo di calcio come Petrucci è d’accordo con il boemo, vuol dire che non è solo una mia sensazione. I giocatori sanno di avere un grande uomo e un grande tecnico alla loro guida e sono sereni e orgogliosi”.

Si parla tanto di “top player”,  parola ora di moda e abusata. Qual è quello della Roma, nell’immediato o in un prossimo futuro, oltre i senatori Totti e De Rossi?
Sì, è una parola abusata. Inoltre è una parola che non significa niente, sarebbe campione. Parlando dei campioni che la Roma ha, ci sono: Lamela, Pjanic, Osvaldo, anche altri. Mi aspetto tantissimo da Nico Lopez”.

Un giocatore che le piace particolarmente?
E’ un giocatore della Roma che ora non c’è: Verre. Ne sentiremo parlare tanto, il lavoro che ha fatto Bruno Conti nel settore giovanile della Roma è da premiare. Un altro grande giocatore è Florenzi. L’anno scorso Andrea  Berta, ex ds del Parma e grande conoscitore di calcio, me ne parlava in termini entusiastici dopo averlo visto diverse volte al Crotone. Florenzi ha doti  incredibili, capacità di inserimento come pochi. Il giovane Romagnoli sarà un altro di cui sentiremo parlare spesso”.

Parlando dei successi del settore giovanile è facile collegarsi ad Alberto De Rossi. Crede che in futuro possa allenare una grande squadra o addirittura la prima squadra della Roma?
Glielo auguro, è un allenatore serio e capace che merita. Credo che fin quando il figlio sarà a Roma, lui non si muoverà. Il lavoro che sta facendo gli piace molto. La Roma oltre che scoprire grandi giocatori, scopre grandi allenatori. Stramaccioni diventerà un grande se già non lo è. Un altro nome di rilievo è Sandro Tovalieri: farà strada”.

Un altro giovane allenatore uscito dalla Roma è Montella…
Montella è stato bravo e fortunato. Bravo perché è un buon allenatore, fortunato perché non è facile passare dagli allievi alla Roma fino alla Fiorentina. Molto di quello che ha appreso è dovuto agli insegnamenti di Stramaccioni”.

Lei ha sempre parlato bene di Luis Enrique, addirittura consigliandolo ai vertici giallorossi. L’asturiano praticava un calcio molto orizzontale. Zeman invece predica il contrario a livello offensivo. Quale filosofia di gioco preferisce allo stato attuale dei fatti?
Io sono un zemaniano. Però Enrique non aveva  molti giocatori adatti al suo gioco. Io non lo conosco personalmente, suggerii il suo nome dato che mio figlio aveva visto alcuni suoi allenamenti a Barcellona. Quando giocava, Thiago Motta ha sempre detto che è stato il più grande capitano che abbia mai avuto. Il Barcellona deve molto anche a lui per aver forgiato grandi giovani campioni. Enrique è un uomo vero, verticale anche se gioca in orizzontale”.

Quali sono le squadre che vede nei primi tre posti?
Juventus, Napoli e Roma. La Juventus ha un ottimo organico ben consolidato. Il Napoli, oltre la sua rosa, ha un allenatore tra i più bravi del mondo che fa la differenza”.

Capitolo stadio…
Siamo in ritardo, la politica non può discutere 10 anni per dare la possibilità di costruire uno stadio. Un giorno parlai con il direttore amministrativo dei Glasgow Rangers e mi raccontò che nelle entrate derivanti dallo stadio, la vendita dei biglietti era solo il 40%, gli incassi venivano da tutte le infrastrutture annesse allo stadio. La nuova società ha una grande competenza ed esperienza in questo campo, stanno seguendo questa direzione”.