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As Roma, La conferenza stampa di Franco Baldini

Il dg dato nei giorni scorsi come possibile partente, oggi è chiamato a rappresentare la società giallorossa davanti alla stampa e ai tifosi

Il dg Franco Baldini durante la conferenza stampa

CONFERENZA STAMPA BALDINI / ASROMALIVE.IT – Attesissima la conferenza stampa del direttore generale della Roma soprattutto all’indomani della brutta sconfitta di Torino. Questi ultimi sono stati giorni di riunioni tra dirigenti, tra calciatore e allenatore, tra squadra e dirigenti.

Di seguito dunque quanto Franco Baldini ha da comunicare alla piazza e le domande dei giornalisti accorsi a Trigoria.

Sembra rituale debba spiegare cose di cui non c’è bisogno, dato che devo spiegare pensieri che non sono della società. Io sono stato scelto per fare un lavoro che è quello di rendere il più stabile e competitiva questa squadra nel tempo.  ispirandosi a coerenza e trasparenza e ad una gestione sana che non crei i presupposti di fallimento finanziario. Tutto questo viene continuamente messo in dubbio da voci che riguardano partenze mie e di altri. Questo è mortificante. Ho detto quando sono arrivato che sarei rimasto a Roma fino al completamento di questo percorso o quando mi avrebbero detto di andare via. E questo non è mai successo, anzi mi è stata sempre confermata la fiducia. Altro sarebbe se mi esaurissi per consunzione o esaurimento fisico e, nonostante il vostro ottimo lavoro, è lontano dall’accadere. Ogni giorno verifichiamo che questa società è solida. Non molla nessuno, tutti abbiamo riconoscenza per questa società. Lo dico un’altra volta, anche questo è mortificante, che non ho nessun dissapore e che nel tempo si è creata un’amicizia piuttosto forte anche esagerata. Voglio ribadire che nè Fenucci, nè Sabatini, nè Baldissoni non hanno nessun problema tra loro se non il confrontarsi quotidiano di opinioni.

E’ mortificante perchè a volte mi costringo a dire delle cose, tipo che non andrò mai via. Da solo forse non avrei tanta forza e coerenza per farlo, ma rendendo pubbliche certe parole mi costringo ad impegnarmi ancora.

Una persona ha come unico patrimonio la sua faccia e la propria parola. E’ l’unico bene che non vorrei perdere, perchè che ogni anno soprattutto qui si deteriora. Noi siamo abituati che le radio ci diffamino e veicolano opinioni false. Ci saremmo aspettati che testate serie avessero verificate meglio le loro informazioni. Che vi piaccia o che non vi piaccia -ed evidentemente non vi piace-, io finchè avrò la forza difenderò i colori di questa società.

Auguri! C’è da riflettere sull’andamento della squadra… Sembra le manchi la personalità, il senso di appartenenza: di chi è la responsabilità…

Non manca in assoluto, ma a momenti. Lo ha mostrato contro la Juve, le responsabilità derivano anche da noi ed è per questo che cerchiamo i giusti argomenti tutti i giorni. Con l’Inter tutti a dire che la squadra è forte, il gruppo pure, Zeman un grande. Tre settimane dopo tutto il contrario. Con la Juve sicuramente è mancato. Ieri abbiamo avuto una riunione, tutto quello che è stato detto oggi è completamente falso. Abbiamo parlato noi dirigenti, il tecnico, la squadra, ho detto: “Cerchiamo ognuno di noi di fare il nostro nel modo più serio e professionale in modo da cercare di eliminare i corollari che non sono propri della professione. Non siamo in un circolo ricreativo, tutti devono percepire che c’è gente scrupolosa e seria nel proprio lavoro”. Questa è stata la riunione di ieri ma per voi è diventata una caccia alla talpa”.

Sono i giocatori che non danno retta all’allenatore o l’allenatore che si spiega male?

Ognuno di noi deve credere in quello che fa con tutto se stesso. Nel precampionato erano tutti convinti di dar retta all’allenatore, i risultati hanno minato queste convinzioni e si è visto contro la Juve. 

Spalletti ha detto: ‘Credevo che il problema fossi io a Roma, invece non è così.. Avete capito dove sono le difficoltà? Sabatini ha detto che bisogna riconsiderare il valore di alcuni giocatori…

Spalletti è stato una risorsa per la Roma, non il contrario. Lui ha costruito molto, anche come mentalità, come rigore. Su Sabatini, certe cose a volte si dicono anche per provocare delle reazioni nei giocatori.

Voi avete sposato due progetti controcorrente. Il primo sappiamo come è andato a finire. Ora la decisione di Zeman: ha considerato che in una piazza così pressante è un problema far venire tanti giovani? Cosa dite ai tifosi?
Siamo sicuri di aver allestito una squadra completa e lo dimostrerà presto. Gli incidenti di percorso nella crescita fanno male, fanno male più a noi che a voi, da quello che scrivete sembra che siete più felici di rimestare nel torbido che gioire di una vittoria. Vorrei considerare anche le iniziative della società, per rendersi fruibile nei suoi contenuti al maggior numero di gente possibile, che vuole chiamare quasi i tifosi a farne parte. Sul progetto fallito, io credo che con Luis Enrique e Zeman è lo stesso progetto. Investire sui giovani, approfittando delle ristrutturazioni che le altre squadre avrebbero fatto e che stanno facendo. E’ lo stesso progetto, di un calcio propositivo, che possa piacere e chiamare la gente vicina alla squadra“.

La squadra ha perso la forza dei giovani, con la Juve penso a Taddei Perrotta Totti Stekelenburg e Burdisso. E’ una squadra vecchia…
Non sono d’accordo, la squadra giovane deve essere aiutata da giocatori di esperienza, l’età media è di 24 anni, se questa è una squadra vecchia…

Quali sono gli obiettivi stagionali della Roma? De Rossi ha detto che non bisogna lottare per lo scudetto…
Competere per un posto in Champions League, riteniamo possibile considerando anche la forza delle altre.

Cosa voleva dire nell’intervista a ‘La Stampa’ quando ha detto che alla Roma non manca disperatamente la vittoria?
L’ho denunciato come un problema, non come un dato di fatto. C’era il preambolo che la differenza tra noi e la Juventus la fa la testa, se un tossicodipendente è abituato a farsi tutti i giorni e un giorno non si fa, va in crisi d’astinenza ed è abituato anche a rubare per potersi fare. Ed è altrettanto chiaro che se uno è abituato a farsi una volta ogni 18 anni, quella vittoria non gli manca. Dobbiamo sopperire alla differenza con queste qualità.

Si è chiesto come mai, quando la Roma va in difficoltà, affiorano notizie infondate sulla società? C’è qualcuno che vuole destabilizzare l’ambiente?
Inutile domandarselo, è evidente che questo progetto e questa dirigenza non siano stati mai ben voluti. Avremmo dovuto, come da più parti suggerito, scendere a patti. Per come son diventato è una cosa che non riesco più a fare, mi sono confrontato con gli americani, ho detto loro che le cose sarebbero potute andare meglio se fatte in un certo modo e ho chiesto cosa ne pensavano. C’è questa volontà di destabilizzare l’ambiente. E’ una mia colpa di non saperlo accettare, accettandolo avremmo potuto controllare tante situazioni che avrebbero consentito un ambiente migliore, è un dubbio che quotidianamente mi pongo. Con chi? Con tanti di voi, tante emittenti, tante testate. Sarebbe più corretto fare nomi, c’è un solo problema che mi impedisce di farlo: ho una responsabilità e una sensibilità verso persone che potrebbero essere etichettate come nemiche della Roma e dare origine a ritorsioni, non posso farlo. Le nostre parole sono state scambiate come atti d’accusa verso qualcuno che poi ne ha risposto, non posso permetterlo.

E’ una conferenza contro la nostra categoria?
Mi è stato chiesto se c’è intenzione di destabilizzare l’ambiente, io dico di sì.

Stasera tornerà Pallotta, la sua assenza a livello fisico si fa sentire?
La proprietà ha dato a noi la chiave di casa. Se i calciatori non sentono che c’è il padrone è colpa nostra che non l’abbiamo trasmessa. Ma noi con la proprietà ci confrontiamo ogni giorno.

Quanto è soddisfatto dei risultati finora?
Il mio umore cambia in base ai risultati, ma dal punto di vista delle iniziative sono soddisfatto, dal punto di vista del risultato tecinco sono poco soddisfatto ma ho l’impressione che presto lo sarò molto.

E’ colpa dei giornalisti se la Roma è arrivata settima l’anno scorso e è partita così? Ha parlato di responsabilità vaghe, può andare nello specifico? Ad aprile dopo Lecce-Roma ha detto che la squadra era sopravvalutato, cinque mesi dopo il direttore sportivo ha detto la stessa cosa con l’aggravante di un mercato di mezzo…
Il discorso di aprile era consuntivo, una specie di bilancio. Parlavo di qualcuno sopravvalutato come carattere. La valutazione di Sabatini era per suscitare qualche reazione. La convinzione nostra è che la rosa sia assolutamente competitiva. Le nostre responsabilità sono sottolineate ogni giorno da voi, non mi sembra il caso di stare a ricordarle. Se la responsabilità è quella di non avere una squadra ai primi posti, è una responsabilità di ordine programmatico, confido che cose che pensavamo succedessero possano succedere. Io continuo a sostenere che questi giocatori non siano da bocciare, siamo all’inizio del campionato, facciamo quello che c’è da fare, i conti si fanno a fine anno.

Non ritiene un errore aver confermato la cerimonia della Hall of Fame in questo momento?
La cerimonia è preparata da tanto tempo, ha richiesto tanti sforzi, come i giocatori chiamati dal Brasile. E’ un evento slegato dai risultati della squadra, è un evento per i tifosi perchè possano festeggiare la loro storia, mi aspetto dalla gente una festa per i loro beniamini. Niente vieta alla gente di festeggiare i loro giocatori e un attimo dopo fischiare la squadra per il risultato di Torino. Sarà un bel momento rivedere quelli che hanno contribuito a costruire la storia della Roma. E’ un invito che rivolgo, sarà una bella cosa per la gente vedere coloro che hanno concorso a costruire la storia della Roma.

Come si esce da questo momento tecnico?
Cerchiamo di restaurare la convinzione, di convincere i giocatori che hanno la qualità. Ogni singolo giocatore è stato scelto insieme al tecnico. Le caratteristiche di ognuno sono state pensate come funzionali al tipo di gioco di Zeman. E’ chiaro che alcune partite hanno minato questa convinzione, e va restaurata il primo possibile.

Interverrete a gennaio sul mercato?
Non ci stiamo pensando già ora, a gennaio dopo 4 mesi di campionato capiremo meglio come e se intervenire.

Si sente un po’ un pesce fuor d’acqua in questo calcio italiano?
No, non mi sento un pesce fuor d’acqua. Sento che questo calcio e questa città abbiano la possibilità di fare un cammino alla ricerca di qualcosa di meglio. E anche se non fosse, non sarebbe stato motivo sufficiente per rinunciarvi.

L’anno scorso è stato fatto scudo intorno a Luis Enrique, quest’anno qual è la posizione della società?
Non prendiamo in considerazione l’ipotesi di fallimento, credere in qualcosa vuol dire essere a metà dell’opera. Quello che si ottiene nel calcio si ottiene dietro un percorso di stabilità, di consistenza, di persecuzione dei propri obiettivi nonostante i rovesci. Questo è il tipo di comportamento che avremo.

Su sua indicazione sono stati scelti L.Enrique, Tancredi e Lo Monaco. Ora non ci sono più. Si sente depotenziato?
No, non mi ci sono sentito nemmeno per un attimo. Altrimenti avrei avuto altri tipi di colloqui con gli americani. L.Enrique? Avrei continuato con lui, ma lui ha rinunciato. Tancredi, è stata una scelta tecnica dell’allenatore. Mi ha fatto male ma non posso entrare in merito di scelte tecniche. Su Lo Monaco c’è una parte della società che non è devoluta a me, a me concerne il campo e io a quello sono abilitato.

Non c’è un piano per togliere di mezzo Baldini, però perchè lei è più defilato negli ultimi periodi? Sabatini ormai è lui che fa il responsabile. Zeman ha la fiducia illimitata anche se dovessero andare male le prossime giornate?
E’ una fiducia illimitata, ieri nemmeno abbiamo accennato di confermare la fiducia di Zeman. Non è nemmeno oggetto di discussione. I discorsi su prima linea e seconda linea, c’è una sintonia dirigenziale con Fenucci e Sabatini, che nemmeno ce lo diciamo chi va a parlare per dire cosa. Neanche ci spartiamo nulla, chi sente di dover dire qualcosa va a rappresentare la Roma. Ognuno può rappresentare il suo punto di vista per quel che gli compete.

Sabatini ha voluto suscitare una reazione. Ma lei e Sabatini siete ancora in grado di suscitare una reazione nei giocatori o sarebbe meglio che parlasse il presidente?
Domenica vedremo se susciterà. Le fonti interne di Trigoria sono sempre più attendibili dei protagonisti. Siamo sempre noi più credibili anche del presidente che viene dall’America a parlare di calcio. Lo sa anche lui.

Si aspettava di trovare questo ambiente a Roma? Quali sono i rapporti con M.Pannes?
Si fa grande letteratura su diversità di opinioni passate e questo si trasforma in una incompatibilità. I rapporti sono assolutamente buoni, se così non fosse lascerei il contratto e me ne andrei. MA sarei bugiardo se dicessi di aspettarmi di lavorare in condizioni ambientali così poco favorevoli. Un ambiente più sereno senza polemiche e senza molte falsità è molto più semplice per la squadra.

Negli ultimi anni sono cambiate molte cose, perchè i problemi sono gli stessi da 3 anni? 
Potrebbe essere che la gente che lavora a Trigoria non riesce a trasmettere alla squadra, cioè la rigorosità, la serietà. Ci sono anche casi di giocatori che non sono riusciti ad esprimersi al meglio qui e poi lo hanno fatto altrove. C’è qualcosa nell’ambiente. C’è qualcosa per cui bisogna intervenire.

In un’intervista a Sky l’altra settimana ha dichiarato di voler sfatare l’idea che non si può vincere giocando bene, lei che mandò via Zeman e prese Capello…
Io non ero nella Roma che mandò via Zeman. Io ero a quel tempo consulente del presidente per quanto riguarda operazioni di mercato. Sono venuto in una nuova veste con Capello. Se c’è possibilità di vincere anche con un gioco bello, che poi si gioca bene anche essendo cinici come con Capello che non rinnego anzi. Credo semplicemente che si possa vincere anche giocando come gioca Zeman. 

Com’è la comunicazione romana in rapporto all’Inghilterra e la Spagna?
Forse ho esasperato i toni, è un momento personale non semplice. Chiedo scusa se qualcuno si è sentito offeso, ma non sono impermeabile a certe falsità. Ho ricevuto delle offerte dal Tottenham però ho detto che sarei rimasto qui. Comunque noi ci siamo resi disponibili con tutti per fornire le nostre versioni per verificare certe notizie, poi quando siamo consultati il giorno dopo si dice che Baldini ha detto una certa cosa e però è una cazzata… L’erba del vicino non è solo verde, ci sono problemi da tutte le parti. Nelle esperienze in cui ho vissuto non mi sono mai trovato dentro a questa confusione. Mi fanno pensare che quindi sia meglio altrove, ma magari sono stato solo fortunato io.

(FINE)