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Fiorentina, Pizarro: ”Dovessi segnare alla Roma, non potrei mai esultare”

Le dichiarazioni del fantasista cileno sugli anni passati a Roma, sul rapporto con i vari tecnici giallorossi e sulla nuova esperienza a Firenze

Il centrocampista della Fiorentina David Pizarro (Getty Images)

FIORENTINA PIZARRO SEGNARE ROMA ESULTARE / ASROMALIVE.IT – David Pizarro, giallorosso per sei stagioni alla Roma (2006 – 2012) e ora centrocampista della Fiorentina, ha concesso una lunga intervista a Radio Manà Manà Sport durante la trasmissione 1927. Ecco le sue parole suddivise secondo gli argomenti toccati:

De Rossi. Daniele De Rossi, per come lo conosco io, non è un regista e credo che, per il bene di tutti, dovrebbe chiarirsi con mister Zeman. Quando giocavamo insieme nel centrocampo a due, ci siamo divertiti moltissimo con Daniele. Probabilmente, in questa fase della sua carriera, è anche lui a voler arretrare la propria posizione davanti alla difesa ma io sono uno che crede nei rapporti sinceri: è un bene per tutti che si chiarisca con mister Zeman. Non come fu per me e Claudio Ranieri”.

L’addio alla Roma. Sei anni a Roma non si dimenticano ma devo dire, con estrema sincerità, che il mio addio alla maglia giallorossa è arrivato per una scelta della società. L’ho capito subito che, nonostante avessi fatto un gran ritiro, non ero più nei piani di questa nuova gestione. Già da quando arrivò Luis Enrique, la situazione era chiara”.

Sul rapporto con Luis Enrique. Non so perché non abbia trovato spazio nel suo scacchiere. Io mi sono sempre messo a disposizione dell’allenatore ma probabilmente lui non mi vedeva in quel ruolo o semplicemente non è scattato il giusto feeling”.

Sul rapporto con Spalletti. ”Con mister Luciano ci amiamo a vicenda. Con lui ho avuto sempre uno splendido rapporto e devo dire che Montella gli somiglia molto. Io allo Zenit col tecnico di Certaldo? Mi ha portato per sei anni a Udine e faceva già abbastanza freddo”.

Sul rapporto con Ranieri. ”Il ricordo più bello che mi porterò dietro è la grande rimonta sull‘Inter della prima stagione di Ranieri. Il più brutto è quel Roma-Sampdoria che ci costò, probabilmente, lo scudetto”. Pizarro ha anche ricordato la sua esclusione nell’ultimo periodo in cui il tecnico testaccino era a Roma: ”Sono state dette tante cose. Per esempio, che io non mi sarei comportato da professionista. Mi hanno fatto male anche alcune dichiarazioni dell’allenatore”.

Sulla Fiorentina. E’ una piazza importante e ambiziosa ma bisogna volare bassi. Montella ci ha chiesto di credere in questo progetto. Non so se potremo lottare per arrivare terzi. Magari, da marzo in poi, potrò essere più consapevole dei nostri mezzi ma spero di battermela con la Roma, che guardo da lontano ma tifo sempre. Io come Pirlo? Probabilmente siamo come il vino: più invecchiamo più si alza la nostra qualità ma sinceramente, e lo dico senza presunzione, nel campionato italiano non ho più nulla da dimostrare”. Pizarro ha anche fatto una promessa: ”Dovessi segnare contro la Roma? Non potrei mai esultare