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Genoa-Roma, Bertolacci e Piscitella: “Esultare? Sarà difficile contenersi”

Voglia di mettersi in mostra ma anche un po’ di rivalsa per i due

Giammario Piscitella

GENOA ROMA PARLANO BERTOLACCI E PISCITELLA / ASROMALIVE.IT – Visti i bei rapporti, almeno in sede di mercato, tra Genoa e Roma quella di domani sarà la partita degli ex, o comunque di quei giocatori il cui cartellino è di proprietà di entrambe le squadre. Il capofila è ovviamente Borriello, ma c’è anche Tachtsidis il quale però non ha mai giocato con i rossoblu in carriera, mandato sempre in prestito altrove.

Ci sono due ragazzi in particolare però, col cuore mezzo giallo e mezzo rosso ma che domani non guarderanno in faccia nessuno se De Canio decidesse di schierarli. Quarant’anni in due, mezzo cuore e mezzo cartellino ancora alla Roma. Andrea Bertolacci e Giammario Piscitella, sia pure partendo dalla panchina, domani proveranno a fermarla con il Genoa. Senza rabbia e senza delusione. Solo con l’ambizione di crescere. Scopriamoli in dieci domande grazie al Corriere dello Sport di oggi:

1) Cosa vi ha portato a Genova?
Bertolacci: «Da una parte l’allenatore, De Canio, che mi conosceva bene. Ma dall’altra c’era la voglia di misurarsi in una piazza importante. La Roma ha fatto scelte diverse e sono andato via senza problemi».
Piscitella: «Sono un ragazzo di 19 anni, ho avuto la possibilità di provare la serie A in una società gloriosa. Appena mi è capitata l’occasione ho detto subito di sì».

2) Cosa vi aspettate da questo campionato?
B.: «Giocare con continuità al terzo campionato di serie A. Ho accettato di partire in comproprietà stavolta proprio perché voglio valorizzarmi. A questo punto penso a me stesso. E l’inizio è stato buono, mi fa ben sperare».
P.: «Imparare. Ogni allenamento per me è un test. In questo modulo sono un po’ penalizzato perché potrei fare solo l’esterno sinistro di centrocampo. Ma cercherò di farmi trovare pronto quando ci sarà bisogno».

3) Qual è il vostro modello di calciatore?
B.: «Marchisio. E’ la migliore mezz’ala che ci sia».
P.: «Nel Genoa studio Jankovic, che è fortissimo. Fuori non saprei, ci sono tanti campioni».

4) Il Genoa dove può arrivare?
B.: «Siamo una squadra da medio-alta classifica».
P.: «La parte sinistra della classifica è un obiettivo alla nostra portata».

5) Il sogno è tornare alla Roma?
B.: «No, ora mi interessa fare bene con il Genoa. Non è detto che si debba diventare grandi per forza giocando nella squadra dove sei cresciuto».
P.: «In questo momento nessuno mi ha sottoposto una scelta. Quando si porrà il problema vedremo. Oggi voglio dare tutto per il Genoa che ha creduto in me».

6) Cosa sono Roma e la Roma per voi?
B.: «Il posto dove sono nato. Io sono di Spinaceto e ho giocato nella Roma sin dai Pulcini. Ho tanti ricordi e tante emozioni che mi legano alla città e alla squadra. Non posso che essere grato alla società per avermi lanciato».
P.: «Un luogo che mi ha accolto da bambino. Io sono campano ma sono cresciuto nella Roma. Inoltre l’anno scorso con Luis Enrique ho avuto la possibilità di debuttare in serie A. Non può essere una partita qualunque».

7) Come si batte la Roma?
B.: «Aspettando e ripartendo. Credo sia una partita alla nostra portata, anche se loro sono grandi».
P.: «Nessuna squadra è perfetta. Dobbiamo essere bravi a sfruttare i loro punti deboli».

8) Avete voglia di rivincita?
B.: «Assolutamente no. Le nostre strade si sono divise. Tutto qui. Capita nel calcio».
P.: «Perché dovrei? Sono contento di essere al Genoa».

9) Che idea vi siete fatti del caso De Rossi?
B.: «Conosco bene Daniele e spero che giochi domani. Non credo che il suo impegno sia mai mancato ma negli spogliatoi possono capitare delle incomprensioni tra giocatori e allenatore».
P.: «Situazioni normali. Lui e Zeman si chiariranno per il bene della squadra: senza De Rossi, la Roma perde tanto».

10) Avrete il coraggio di esultare se vi capitasse di segnare?
B.: «Non lo so e non è importante. Lo scorso anno ho segnato alla Roma all’Olimpico e ho preferito non festeggiare. In questo caso vedremo: sicuramente un gol mi piacerebbe».
P.: «Difficile da dire ma forse sì. Perché sarebbe il mio primo gol in serie A. Come potrei contenere la mia felicità?».