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Roma, Cochi (delegato Comune di Roma): ”Campo Testaccio va tutelato dalle occupazioni”

Le dichiarazioni di Alessandro Cochi, delegato allo sport del Comune di Roma, sullo storico campo dove i giallorossi giocarono per 11 anni

Campo Testaccio visto dall'alto

ROMA COCHI DELEGATO COMUNE ROMA CAMPO TESTACCIO TUTELATO OCCUPAZIONI / ASROMALIVE.IT – Questa mattina lo storico Campo Testaccio, l’ex stadio nel quale la Roma giocò dal 3 Novembre del 1929 (Roma – Brescia 2-1) al 30 Giugno 1940 (Roma – Livorno 2-1) ha subito una nuova occupazione. Il delegato allo sport del Comune di Roma, Alessandro Cochi, ha successivamente spiegato l’accaduto. Ecco le sue parole riportate dall’Adnkronos: ”Sono davvero molto mareggiato per la situazione che si è venuta a creare al Campo Testaccio,dove questa mattina, insieme all’assessore ai Lavori pubblici municipale, Yuri Trombetti, ho effettuato un sopralluogo per verificare quanto denunciato dai responsabili della adiacente scuola di via Nicola Zabaglia, che avevano parlato di fuochi e bivacchi. Abbiamo trovato, purtroppo, l’ennesima spiacevole sorpresa: nel cantiere degli spogliatoi del campo sportivo, infatti, bivaccavano alcuni cittadini irregolari, che si sarebbero introdotti al suo interno tagliando la rete della scuola limitrofa. Dopo aver sollecitato più volte il concessionario a portare a termine il Pup, della cui realizzazione era stato incaricato già dall’amministrazione Veltroni, nulla si è mosso”.

Cochi ha poi aggiunto: “La situazione trovata questa mattina, che sta richiedendo peraltro l’intervento della Polizia Roma Capitale, è la riprova che questo è un Pup da revocare, in ragione anche delle mancate risposte da parte del concessionario alla diffida inviata dagli organi competenti a completare i lavori. E’ difficile spiegare ai cittadini le varie negligenze e i ritardi burocratici: giunti a questo punto è ormai improcrastinabile ricoprire quella buca-cantiere, vero e proprio oltraggio allo storico campo dove giocò l’A.S. Roma dal 1929 al 1940, revocare definitivamente la costruzione del Pup, e restituire invece al concessionario sportivo il compito di procedere, dopo un blocco durato sin troppi anni, all’effettivo ripristino del glorioso campo testaccino”.