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Roma, Leonardo Menichini: “Zeman ha detto certe cose per stimolare il gruppo”

L’ex vice di Mazzone giocò nei giallorossi

Leonardo Menichini

ASROMA MENICHINI SU ZEMAN / ASROMALIVE.IT – Una chiacchierata sui vecchi tempi, a tinte giallorosse. E su un giocatore che conosce bene avendolo avuto al Crotone.

Sulle frequenze di “Centro Suono Sport”, è intervenuto Leonardo Menichini, ex difensore della Roma dal ’76 al ’78 ed attuale allenatore del Crotone.

Approdai alla Roma dopo una splendida stagione in serie B con il Novara. Il passaggio in giallorosso fu molto importante per la mia carriera. La Roma, in quel periodo, era una squadra in costruzione che puntava molto sui giovani, tra i quali, Conti, Di Bartolomei e Rocca che purtroppo si infortunò presto.

Lei tornò alla Roma da allenatore come vice di Mazzone, una delle partite più importanti fu quel famoso Derby vinto per 3-0 contro la Lazio di Zeman. Quale fu la mossa tattica per vincere quella partita?

Noi avevamo il nostro sistema di gioco, pur rispettando l’avversario. Preparammo la partita lavorando molto sul piano psicologico dato che nei giorni precedenti tutti i giornali ci davano per sconfitti. Cercammo di motivare la squadra puntando molto su questo aspetto e facemmo una partita sopra le righe.

Lei che ha parlato di motivazioni, se ha seguito le ultime vicende in casa Giallorossa, ci può spiegare come può un giocatore non essere motivato?

Come allenatore posso dire che noi, stando a contatto con la squadra tutti i giorni, ci accorgiamo di alcuni particolari che a voi giornalisti possono sfuggire. Zeman se ha fatto e detto determinate cose avrà avuto i suoi buoni motivi. Personalmente credo che l’abbia fatto anche per stimolare tutto il gruppo.

Stimoli che non sembra aver bisogno Florenzi che, Totti a parte, si sta dimostrando il migliore di questa Roma. Fu proprio lei a lanciarlo nel calcio professionistico la scorsa stagione a Crotone

Alessandro mi fece una grande impressione in Coppa Italia Primavera a tal punto che forzai la società per portarlo a Crotone. Non si può non volergli bene. E’ un ragazzo disponibilissimo, poche chiacchiere e tanta sostanza. Inoltre è molto duttile. Una domenica, per emergenza gli dissi che volevo impiegarlo come esterno basso, lui mi disse: “e che problema c’è?. Fu il migliore in campo. Florenzi è nato per giocare a calcio. Prevedo per lui una consacrazione con la nazionale maggiore molto presto.