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Roma, Mazzone: “Serve pazienza, la squadra non è ancora matura”

Torna a parlare della sua Roma e chiede pazienza

Carlo Mazzone

ASROMA DICHIARAZIONI CARLO MAZZONE / ASROMALIVE.IT – Carlo Mazzone, ex allenatore giallorosso, è intervenuto sulle frequenze di Rete Sport per parlare del difficile momento che sta vivendo la Roma. Ecco le sue dichiarazioni:

Sul momento della Roma.
“Non voglio rimproverare nessuno ma gli americani hanno portato a Roma 20 giocatori e non è semplice fare una squadra da zero e poi fare subito risultati. Il difetto di questa città è che non c’è pazienza, tutti vogliono vincere subito ma questo non è un discorso intelligente. Oltre ai venti nuovi ce ne sono molti riconfermati, dobbiamo avere pazienza e far sentire la squadra protetta; oggi invece la squadra sente che non c’è sicurezza, visto anche il risultato di Torino. Polemizzare significa solo creare tensioni nella testa dei ragazzi”.

Sui giocatori in rosa.
“Non è facile capire alcuni concetti di Zeman; in questo momento il mister sta seminando e sappiamo che il suo calcio è propositivo e serve esperienza, oltre ad altre componenti. Zeman sta pagando proprio questo, però non dobbiamo andare fuori di testa”.

Su Pjanic.
“E’ difficile dare giudizi, l’ho visto ancora poco. Vorrei girare a voi il commento su Pjanic. Ricordo che Giannini nacque trequartista, io invece cercai di tirare fuori il meglio da lui spostandolo di posizione. Non penso che Pjanic ora sia il problema della Roma, le difficoltà sono altre”.

Cosa manca alla Roma?
“Manca sicuramente maturità, si capisce che la rosa non è ancora pronta. Se si allena la Roma è impossibile parlare di salvezza naturalmente, dire però che la Roma punta alla scudetto forse è un po’ troppo visti i molti cambiamenti tattici e di preparazione; la squadra può lottare per i primi posti e ci deve credere. L’esperienza è comunque alla base dei risultati, per adesso manca questo alla Roma“.

Sulla partita contro la Juventus.
“Mi sarei aspettato sicuramente di più sia in questa partita che nelle altre, ma costruire un calcio zemaniano significa introdurre concetti nuovi, soprattutto per il calcio italiano. Capisco che per i tifosi sia sicuramente difficile avere pazienza ma è quello che serve ora”.

Un suggerimento alla squadra.
“Bisogna lavorare sugli errori e sulle posizioni sbagliate in campo; è importante discutere nello spogliatoio anche se poi è l’allenatore che dovrebbe dire cosa va bene e cosa no”.