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Roma-Udinese, Scarchilli: “I friulani saranno incerottati, meglio approfittarne”

Parla il commentatore tecnico di Roma Channel

Alessio Scarchilli

ASROMA UDINESE PARLA SCARCHILLI / ASROMALIVE.IT – Alessio Scarchilli, giocatore della Roma negli anni ’90, e attualmente commentatore tecnico dell’emittente Roma Channel, è stato intervistato da tuttomercatoweb.com, a poche ore dalla sfida di questa sera che vedrà i giallorossi fronteggiare l’Udinese:

La Roma vista dal 27′ con il Genoa sembra aver trovato un migliore assetto e la capacità di produrre gioco, l’Udinese anche questa estate ha ceduto importanti calciatori e deve ancora riuscire ad amalgamare al meglio i tanti giovani che ha. Tatticamente quella di questa sera sarà una gara con spunti interessanti?
“Sì, sarà una partita importantissima per una Roma che deve ottenere assolutamente continuità di risultati perché è arrivata a un bivio, nel senso che di qui al derby, alla dodicesima giornata, ha delle partite che le possono permettere di rimanere agganciata o comunque avvicinare le prime posizioni in classifica. Potenzialmente sono tutte gare abbordabili (Parma e Palermo, ndr), a patto che scenda in campo concentrata e non come ha fatto nei primi venti minuti di Genova, che rappresentano i limiti di approccio alla gara che ha pagato andando sotto di due gol e per fortuna Stekelenburg ha effettuato un paio di parate altrimenti il risultato poteva anche peggiorare. Sicuramente poi la Roma è stata brava a reagire e a ribaltare la situazione, dimostrando che quando gioca in un certo modo è una squadra forte che ha enormi potenzialità che, secondo me, non riesce ancora ad esprimere, però ha margini di miglioramento. Guai a pensare che quella con l’Udinese sarà una partita facile perché i friulani è vero che hanno cambiato tanto però sono una buona squadra, organizzata, che gioca bene a calcio e ha giocatori bravi nella corsa, soprattutto gli esterni, e gli attaccanti sono molto pericolosi. Se dovesse accadere che la Roma concede, come fa spesso, sarebbe dura. E’ vero che l’Udinese è un po’ stanca perché ha giocato in Europa League ed è priva dei due difensori centrali, Benatia per infortunio e Danilo per squalifica, e che Guidolin di conseguenza dovrà risistemare la difesa: in più manca Pinzi che è uno dei loro leader. L’Udinese è una squadra un po’ incerottata e la Roma ne deve approfittare, senza pensare che sarà facile perché i friulani non disdegnano di imporre il loro gioco e sono una squadra che può far male se la si sottovaluta”.

Le incertezze della Roma derivano più da un fatto psicologico, dalla difficoltà ad apprendere gli schemi di Zeman o dalla mancanza degli interpreti giusti?“Credo che sia un discorso un po’ di mentalità, la Roma deve crescere sotto questo aspetto e acquisire la consapevolezza della grande squadra, entrando in campo subito concentrata senza mollare mai niente. E’ un po’ che si stanno cercando sempre più di convincere dell’utilità dei movimenti che richiede Zeman. L’autostima, la fiducia e la convinzione si trovano la domenica quando si hanno i riscontri sul campo; si prepara la gara tutta la settimana e poi la domenica la partita è un po’ diversa, ma proprio a Genova, credo, che si siano resi conto che quando hanno cominciato a giocare in un certo modo e tutti partecipavano sia alla fase difensiva sia a quella offensiva, riuscivano a dare il loro contributo in maniera perfetta. Così facendo a Genova la Roma ha vinto da squadra nel senso che nel secondo tempo tutti partecipavano alla manovra e ognuno era importante nell’economia di ogni situazione, quindi la gara con il Genoa sotto questo aspetto è stata una grande iniezione di fiducia e convinzione”.

Le squadre di Zeman di solito sono un pochino meno attente alla fase difensiva, ha notato se sono stati apportati degli accorgimenti per concedere minori spazi agli avversari?
“Sì, Zeman è migliorato in questo perché è vero che la Roma quest’anno ha subito tanti gol e ha concesso occasioni, ma spesso le reti che ha incassato non sono arrivate perché la squadra era tutta sbilanciata in avanti ed è stata infilata in contropiede, bensì quando i giocatori erano piazzati però erano passivi e c’è stato anche qualche errore individuale e qualche situazione sfortunata. Il secondo gol del Genoa, ad esempio, è dipeso da un calo di concentrazione e di attenzione. Quando Jankovic ha colpito la palla, è caduto, si è rialzato, ha ripreso la sfera e ha segnato in una situazione di quattro contro due in area. Nel discorso sulla concentrazione della Roma va tenuto conto che in organico ci sono giocatori molto giovani, i quali però hanno già dimostrato di avere delle ottime qualità per cui la concentrazione con il passare delle partite sicuramente arriverà”.

Con l’Udinese quale sarà la chiave tattica che dovrà utilizzare la Roma?“La maggiore qualità in mezzo al campo che dovrà essere sfruttata in modo da mettere in condizione gli attaccanti di andare palla a terra nell’uno contro uno con gli esterni. Penso che giocheranno Lamela, Totti e Osvaldo e si dovrà far arrivare prima possibile la palla sui piedi di Totti e Lamela per cercare di andare ad attaccare una difesa in difficoltà”.