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Zenit, comunicato shock dei tifosi: ”Non vogliamo neri e omosessuali in squadra”

Il testo è stato pubblicato dal gruppo Landscrona. La società ha deciso di non ribattere. Solo Spalletti si è opposto

La tifoseria dello Zenit

ZENIT COMUNICATO SHOCK TIFOSI NERI OMOSESSUALI SQUADRA / ASROMALIVE.IT – Lunedì, sul sito del gruppo dei tifosi più numeroso e conosciuto dello Zenit di San Pietroburgo, il Landscrona, è apparso un comunicato intitolato Selection 12 Manifesto dove si può leggere: ”Non vogliamo né giocatori di colore né omosessuali in squadra, nel nome della purezza della razza”. L’argomentazione prosegue così: ”Non siamo razzisti, ma vediamo l’assenza di giocatori neri nella nostra squadra come il perpetuarsi di un’importante tradizione dello Zenit. In questo modo si permette allo Zenit di mantenere l’identità nazionale della squadra, che è il simbolo di San Pietroburgo. Vogliamo soltanto calciatori provenienti dai paesi nostri fratelli, come Ucraina, Bielorussia, le repubbliche baltiche e la Scandinavia. Noi abbiamo la stessa mentalità e lo stesso background storico e culturale di queste nazioni”.

Purtroppo questa è soltanto la deriva di un atteggiamento di una tifoseria ormai è tristemente noto. Lo Zenit, infatti, è l’unica delle grandi squadre russe dove non ha mai militato nessun calciatore africano. Pare che M’Vila, centrocampista francese di origini congolese, abbia rifiutato di trasferirvisi poiché aveva ricevuto delle minacce di morte. Ci sono state perplessità anche sull’acquisto di Hulk, l’attaccante brasiliano, con la pelle mulatta: il suo compagno (?) di squadra, il capitano della nazionale russa Igor Denisov ha anche affermato che si sarebbe rifiutato di scendere in campo se il suo stipendio non fosse stato subito adeguato a quello del nuovo acquisto. Lo stesso Hulk ha comunque ammesso di aver avuto problemi di ambientamento.

La cosa più grave è che la società ha preferito il silenzio alla protesta. Non solo. Come può essere condannato l’atteggiamento dei tifosi quando il governatore, nello scorso Luglio ha vietato un Gay Pride che si sarebbe dovuto tenere nel parco Polyustrovsky al fine di proteggere la cittadinanza contro la propaganda destinata a promuovere comportamenti omosessuali tra i minori? Come si possono condannare gli autori di questo comunicato quando uno stadio intero ha applaudito la tifoseria russa che indossava i cappucci del Ku Klux Klan in occasione di una partita di coppa contro il multietnico Marsiglia?

L’unico ad avere il coraggio di ribellarsi è stato il tecnico Luciano Spalletti, che ha affermato: ”La tolleranza è la capacità di comprendere e accettare la diversità. Essere tollerante significa anche lottare contro ogni forma di stupidità”.

Marco Pennacchia e Sara Mascigrande