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Roma, Andreazzoli: “Dezemanizzazione” in cinque mosse

Una nuova Roma si è vista da due partite a questa parte

Andreazzoli alla guida della Roma

Andreazzoli alla guida della Roma

ANDREAZZOLI / ASROMALIVE.IT – Via Zeman, dentro Andreazzoli. La più grave crisi finora affrontata dalla Roma americana è stata risolta in modo drastico, ovvero con una dezemanizzazione in 5 mosse quasi brutale. Eccole:

 1) Cambio del modulo La mutazione più evidente. Addio al 4-3-3, e soprattutto apertura piena alla difesa a tre, confermata nonostante la lunga assenza di Castan. Per il resto, niente più dogma, niente più assalto forzato, ma un modulo e un atteggiamento che possano cambiare di partita in partita.
2) Gerarchie ribaltate Sia pure in forme diverse, alcuni dei fedelissimi del boemo sono stati accantonati. Goicoechea e Tachtsidis su tutti, ma anche Florenzi e Bradley hanno per adesso perduto il posto da titolare. Insomma, con Aurelio Andreazzoli in panchina, c’è stato esplicitamente il riaffidarsi a Stekelenburg, Burdisso, De Rossi e Pjanic. Il tutto, ovvio, senza clima da epurazioni.
3) Allenamenti diversi Anche sul piano del lavoro, sono state definitivamente accantonate le doppie sedute, puntando più sulla qualità che sulla quantità degli allenamenti.
4) Dialogo col gruppo Sfruttando la sua ormai lunga permanenza alla Roma, il nuovo tecnico ha puntato sulla fiducia e sul dialogo con i giocatori, molti dei quali conosceva appunto da anni. E questi colloqui sono stati fondamentali per la rinascita dell’autostima.
5) Rapporto coi dirigenti Un punto strettamente connesso al primo e secondo. Anche se sarebbe assai improprio parlare di gestione collegiale, di certo tra le stanze tecniche e quelle dirigenziali non ci sono steccati. Tutto sommato, in mancanza di un ideologico Verbo di base, il colloquio fra le parti non sorprende nessuno.