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Roma, Lucchesi: “Se dovessero chiamarmi verrei di corsa”

Le dichiarazioni dell’attuale dg del Pisa, che aveva ricoperto il medesimo ruolo nella Roma che poi vinse lo scudetto nel 2001

L'ex dg della Roma Fabrizio Lucchesi

L’ex dg della Roma Fabrizio Lucchesi

ROMA LUCCHESI DICHIARAZIONI / ASROMALIVE.IT – Fabrizio Lucchesi è stato il direttore generale con cui la Roma ha vinto il terzo scudetto della propria storia. L’anno successivo venne assunto dalla Fiorentina, con cui risalì dalla Serie C fino alla massima serie. Dopo aver interrotto il rapporto con i viola nel 2004,  collaborò come consulente esterno per Cesena e Avellino fino a che, nel 2009, non divenne il direttore generale del Pescara. Attualmente ricopre il medesimo incarico per il Pisa. A Radio Manà Manà Sport, nel corso della trasmissione 1927, la storia continua, il dirigente ha rilasciato alcune dichiarazioni su diversi argomenti riguardanti la Roma. Queste le sue parole:

Sul rigore tirato da Osvaldo. “Francesco ha fatto bene a comportarsi così altrimenti ci sarebbe stata anche la litigata in diretta televisiva e sarebbe stata una cosa squallida. Questo è un segnale della confusione generale“.

Sul momento attuale della Roma. “Mi auguro che società e squadra si ritrovino perché il rischio è di trasformare questa stagione in un calvario“. Poi, sulle dichiarazioni di ieri di Pallotta: “Mi sembra una figura importante, si è preso tutta la responsabilità di questo momento negativo e ha difeso i suoi uomini. È un bel segnale forte“.

Sulla divisione dei ruoli che c’era alla Roma nel 2001: “Capello era il riferimento di quello che accadeva in campo, io lo ero fuori dal campo, il presidente era sopra le parti. Baldini, all’epoca direttore sportivo, andava in giro per il mondo a cercare giocatori“.

La scelta del nuovo allenatore. “La scelta del tecnico dell’anno prossimo sarà difficile perché sarà una decisione da non sbagliare dopo due anni come questi. Eusebio di Francesco? Ho grande stima di lui come uomo e come allenatore“.

Sul proprio futuro. “Se la società dovesse chiamarmi verrei di corsa, sono sincero. Ho dato la mia disponibilità. Nel frattempo sono passati due anni e abbiamo preso le nostre strade. Ma a volte le strade si possono intrecciare ancora. Io alla Roma le porte non le ho mai chiuse“.