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Italia, il codice etico colpisce ancora. Osvaldo più punito di Balotelli

Le decisioni del ct Prandelli forse non troppo cristalline

Pablo Daniel Osvaldo con la maglia della Nazionale (Getty Images)

Pablo Daniel Osvaldo con la maglia della Nazionale (Getty Images)

ITALIA OSVALDO CODICE ETICO / ASROMALIVE.IT – E’ arrivata ieri in serata la notizia della rinuncia ufficiale da parte del ct Prandelli all’attaccante Pablo Daniel Osvaldo, reo di avere insultato il suo allenatore nella Roma Andreazzoli dopo la sconfitta nel derby di coppa di domenica. Ennesima punizione derivante dall’ormai proverbiale ‘codice etico‘ che il ct azzurro ed i suoi dirigenti hanno cominciato ad utilizzare con severità e rigore da un paio di anni a questa parte.

Colpevolizzare Osvaldo prima per gli insulti al proprio tecnico poi per il tweet non troppo elegante può essere anche giusto, ma sorgono dubbi sulla messa in pratica del codice etico in Nazionale; il centravanti della Roma è stato colpito a più riprese da punizioni ed esclusioni, a cominciare dal dicembre 2011, quando il litigio acceso con Lamela in giallorosso lo tolse dai pensieri di Prandelli per mesi, compreso l’Europeo 2012. Osvaldo punito anche per la gomitata durante Italia-Danimarca dello scorso autunno, non fosse bastata l’espulsione comminatagli immeditamente. Ora fuori anche dalla Confederations Cup per le parole poco dolci ad Andreazzoli, mentre un altro campione dalla testa ‘matta’ come Mario Balotelli in qualche modo è sempre scampato dal codice tanto elogiato. Il milanista ai tempi del City ne combinava una dopo l’altra, la litigata con Mancini, le notti brave inglesi, le foto con membri della criminalità organizzata campana. Eppure SuperMario è sempre stato nella lista convocati di Prandelli, forse poco coraggioso nel privarsi del suo attaccante prediletto in nome della morale sportiva.

Keivan Karimi