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As Roma, La prima conferenza stampa di Rudi Garcia

Dopo la presentazione a New York il nuovo tecnico faccia a faccia con la stampa romana

Rudi Garcia

Rudi Garcia

AS ROMA CONFERENZA STAMPA GARCIA / ASROMALIVE.IT – Abbiamo aspettato il nuovo allenatore più a lungo di quanto tutti pensavano, non sempre con pazienza, ma di certo con trepidazione. Quando è stato ufficiale il nome, una sensazione di delusione, più o meno profonda, ha invaso i romanisti: “Sarebbe lui l’uomo della svolta?“.

Al posto del grande allenatore blasonato che i tifosi chiedevano è arrivato Rudi Garcia, ex Lille, almeno terza scelta della dirigenza giallorossa.

Si parte -riparte- da qui. Che non sia il Mourinho della situazione è evidente, ma non è neanche giusto ricadano su di lui le amarezza per il passato. Anche se non nel modo in cui ci si aspettava, questa è la Roma, la Roma di Rudi Garcia. In quanto tale, la tiferemo fino in fondo.

Di seguito la conferenza stampa del francese:

Qual è l’impatto con la città e con l’ambiente giallorosso?

Buongiorno a tutti! La città la conosco, è ricca di storia. Il club lo conosce tutto il mondo e ora ne ho un contatto diretto.

Che ruolo avranno nella sua Roma Totti e De Rossi e cosa ne pensa?

Io do importanza alla squadra, ci vogliono giocatori di talento e per fortuna li abbiamo. Loro sono importanti. Avranno un ruolo importante sia nel campo che fuori. De Rossi è un nazionale, ho molta voglia di incontrarlo e anche ovviamente di incontrare gli altri.

E’ preoccupato per il ruolo del portiere? Che idea ha?

Per una grande squadra ci vuole un portiere forte, quindi lavoriamo con Sabatini per cercare un portiere efficace.

Le avranno raccontato tante cose della Roma. Teme qualcosa? Ha delle paure? Cosa sente di dire a De Rossi?

Non ho paura di niente, sono qui per vincere con la squadra che si diletta giocando e che faccia divertire i propri tifosi. Ho inviato un sms ai giocatori per comunicare che sono il nuovo allenatore e per dire che lavoreremo duro.

Prima del suo annuncio si sono fatti molti nomi: come è avvenuto il contatto con la Roma? Ha avuto dubbi dato che si è scritto che molti allenatori hanno rifiutato per la situazione delicata della Roma?

Sono in contatto con la Roma da due anni, per me è fonte di orgoglio e onore essere qui. Non è importante essere la prima scelta, ma imporsi con la squadra stessa.

Perchè ha scelto di essere il nuovo allenatore della Roma dopo aver fatto grandi cose con il Lille in Francia?

Grazie per i complimenti per il lavoro con il Lille. L’unico rimpianto è non aver salutato i tifosi, ma quando la Roma ti chiama e ti propone di venire non si può esitare.

Ci sono degli intoccabili ai quali non vuole rinunciare?

Io penso che ci sia una rosa di qualità, l’obiettivo è ritrovare l’Europa. Devo conoscerli, quindi voglio averli tutti con me e migliorare la rosa.

Che opinione ha di Osvaldo? Si opporrebbe a una cessione?

Non parliamo dei giocatori individualmente, stiamo lavorando con Sabatini in seguito vi diremo di più.

Quale sarà la sua influenza nelle scelte di mercato? Ha fatto richieste specifiche? De Rossi è incedibile o può farne a meno?

Su De Rossi abbiamo risposto ed è la stessa cosa per Osvaldo: ne parleremo con Sabatini e ci lavoreremo sopra. Lui conosce bene il mercato italiano e saranno decisioni prese insieme, nessuno verrà senza il mio assenso.

Pensa di dover modificare la sua idea di gioco in base al campionato italiano? Come mai le sue squadre partono lentamente e poi vanno forte?

Questo è dovuto a come imposto il lavoro con il mio staff, cominciamo piano per finire forte, è un nostro marchio di fabbrica. La mia filosofia di gioco non cambierà, se si gioca bene ci sono più possibilità di vincere la partita. Penso che per fare bene bisogno fare un gol più dell’avversario ma per vincere coppe e campionati bisogna essere attenti nel reparto difensivo.

La tifoseria è arrabbiata. Ha paura dell’eccessiva pressione in caso di inizio negativo?

L’importante è ritrovare l’Europa, il campionato è una maratona lunga. Vedremo alla fine il nostro piazzamento.

Il Psg sembra a un passo da Capello. Non le sembra di essere arrivato in un campionato in declino mentre la Francia è il nuovo El Dorado del calcio europeo?

Si parla del campionato francese in virtù del Psg in grado di spendere molti soldi. Il campionato italiano rimane un grande campionato con grandi squadre, come la Roma.

Si è fatto un’idea di quale è stato il problema di questa squadra e dove deve intervenire?

Non importa il passato, mi importa del presente, di vincere con la Roma, ora.

I passati allenatori hanno avuto tutti problemi con la disciplina. Lei imporrà delle regole?

Per vivere in gruppo ci vogliono delle regole, come a casa. Delle regole ci saranno e io sarò la guida della Roma.

I dirigenti le hanno chiesto di vincere in tempi brevi? Per lei De Rossi è un regista o ha bisogno di un regista a fianco?

Sempre due domande in una! (ride, ndr). Un club come la Roma è fatto per vincere, sono contento perchè c’è questa voglia di vincere. Lasciateci lavorare, è stato così anche in altri grandi club. Su De Rossi datemi il tempo di incontrarli, la verità viene dal campo. E’ un giocatore di talento, datemi modo di riflettere con tutta la rosa a disposizione.

Lavoreremo duro: con quali uomini del suo staff? Lavorerà come a Lille?

Ci saranno preparatori e allenatori italiani e francesi. So allenare e preparare la squadra, ci sono appuntamenti già decisi. Giudicate solo dai risultati.

Non le sembra di essere una allenatore di ripiego dato che prima di lei erano stati contattati altri allenatori sui quali la Roma era pronta a investire di più?

Ho già risposto a questa domanda. La cosa importante non è essere tra i primi ma essere qui e ottenere il più possibile.

Ha avuto la sensazione di dover ripartire da zero? E di non avere il tempo dalla sua parte?

Nel calcio il tempo non c’è mai, in tutti i club. Questo è un club che ha una storia, con persone competenti. Abbiamo una proprietà ambiziosa, come il nuovo allenatore della Roma.

Un allenatore francese in Italia: come si sente? Qual è l’impressione?

E’ un riconoscimento della Federazione francese che i suoi allenatori possono essere esportati. Ci vedremo a Lille in un’altra conferenza stampa in cui dirò di più riguardo la mia ex squadra.

Le ultime volte che qualcosa ha funzionato in questo club è stato con un allenatore dal pugno duro, Capello.

Ognuno ha la sua maniera di lavorare, ci sarà bisogno di lavorare duro, è lampante. L’unica verità verrà dal campo, la cosa importante è che la Roma sia un’anima, uno spirito collettivo.

Come si sente davanti a tutti questi fotografi e giornalisti italiani? C’è differenza rispetto alla Francia!

Sembra una conferenza stampa prima di vincere un titolo, un risultato importante!

Qual è quel tocco francese che porterà alla Roma?

La Roma ha già un’anima, la cosa importante è che ottenga qualcosa e giochi per la felicità dei tifosi. E che vinca qualcosa.

Un aggettivo per descriversi.

Ambizioso.

Lei parla di qualificazione alla Champions come obiettivo minimo?

L’obiettivo è un obiettivo di gioco. Più giochiamo bene più si vince. L’importante è tornare in Europa, dalla porta principale meglio.