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Cronaca, i funerali di Borgonovo. Uno striscione recita: “Stefano sempre presente”

Oggi, nella chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, di Giussano, è stato dato l’ultimo saluto a Stefano Borgonovo

Stefano Borgonovo con Roberto Baggio

Stefano Borgonovo con Roberto Baggio

CRONACA FUNERALI BORGONOVO STRISCIONE STEFANO SEMPRE PRESENTE / ASROMALIVE.IT – Un applauso e tanti tanti cori. E’ questo lo sfondo sul quale è avvenuto l’ultimo saluto a Stefano Borgonovo, scomparso lo scorso 27 giugno. Nella chiesa dei santi Filippo e Giacomo, di Giussano, paese in cui il calciatore era nato, c’erano molti amici ed esponenti del mondo sportivo: Paolo Maldini, il vicepresidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio, Gianluca Pessotto, Stefano Tacconi, Franco Baresi, Filippo Galli il Dg della Lega di Serie A Marco Brunelli e il presidenti del Coni Lombardia Pierluigi Marzorati. I figli e la moglie Chantal hanno accompagnato il feretro fino a casa del giocatore. Lo seguiva uno striscione con sopra scritto “Stefano sempre presente“.

Il ricordo più struggente dell’ex centrocampista ucciso dalla sclerosi laterale amiotrofica resta comunque la lettera del suo amico, Roberto Baggio, pubblicata dalla Gazzetta dello Sport all’indomani della morte di Borgonovo. Val la pena rileggerla interamente:

Caro Stefano, l’impresa più bella che sei riuscito a costruire negli anni è stata quella di trasformare il veleno della malattia in medicina per gli altri. Ciao amico mio, onorerò per sempre la tua persona. Ero impreparato a questa notizia ma mi rendo conto che è il mistero della vita. E non ci possiamo fare nulla. Sei stato un grandissimo eroe del nostro tempo ed hai avuto vicino un pilastro come Chantal, la tua sua dolcissima moglie. Hai offerto la tua sofferenza in favore della ricerca, per combattere la Sla, quella malattia di cui, quando ti ha colpito anni fa, si sapeva davvero ben poco. Un’offerta la tua che non ha valore tanto è stata preziosa anche per altri. Stefano, anche per questa ragione lasci un ricordo e un’eredità fatto di grandiosa umanità e infinita dignità. Quanti ricordi mi attraversano la mente in questo momento. Il primo è quello del 2008 al Franchi, nell’amichevole tra Fiorentina e Milan in favore della tua Fondazione. Di nuovo insieme nel nostro campo, io e te verso la Fiesole e i nostri tifosi che cantavano. E poi due anni dopo nella sede della Gazzetta, per la presentazione del tuo libro. Sempre i tuoi occhi che parlavano, sempre Chantal al tuo fianco. Ma a dir la verità devo confessarti che il pensiero corre spesso più indietro nel tempo, a quegli anni passati insieme nella Fiorentina. E quando dalla Viola siamo andati tutti e due in Nazionale. Giovani, spensierati, con tutta una carriera davanti. Il nostro sogno che si stava avverando. E sai qual era allora la mia gioia più grande? Forse non te l’ho mai detto: mandarti in gol con un assist e vedere nei tuoi occhi un’infinita felicità. E’ il ricordo di quella felicità che oggi, caro Stefano, riesce a compensare il dolore per la notizia della tua morte. Insieme al fatto che finalmente ti sei liberato della Stronza, il nome che hai sempre dato alla tua malattia. Che il mio pensiero di preghiera ti possa accompagnare nel viaggio celeste.