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Roma, tanti auguri ad Amedeo Amadei: oggi compie 92 anni

Fu il centravanti del primo scudetto della Roma, nel 1942. Per lui 386 presenze e 101 reti in giallorosso

amadei

ROMA TANTI AUGURI AMEDEO AMADEI 92 ANNI / ASROMALIVE.IT – Lo chiamavano il Fornaretto in quanto originario di una famiglia di fornai di Frascati. E ‘qui, infatti, che il 26 luglio 1921 nacque Amedeo Amadei. Il suo destino, però, era ben diverso e si tinse, molto presto, di due colori: il giallo ed il rosso. I genitori, tuttavia, non approvarono la scelta del giovane Amedeo quando decise di sostenere un provino con l’A.S. Roma. Invece, la decisione si rivelò più che giusta. Era il 2 maggio del 1937 quando Amadei, a soli 15 anni, debuttò in Serie A: i giallorossi, quel giorno, giocavano in casa contro la Fiorentina. La gara terminò 2 a 2. Sette giorni dopo arrivò il primo gol, contro la Lucchese: una marcatura che resta, al momento attuale, quella messa a segno dal giocatore più giovane di sempre in Serie A. Fu solo l’inizio di una lunga serie: su 386 presenze, infatti, Amadei mise a segno ben 101 reti. Con una media di 0.41 gol a gara, è il dodicesimo marcatore di sempre del campionato italiano.

Quella con la Roma fu una storia d’amore durata ben 12 anni: dal 1936 al 1948, con un solo anno di prestito all’Atalanta nella stagione 1938/1939. Una storia coronata dal primo scudetto dell’A.S Roma, il 14 giugno del 1942. Sei anni dopo, Amadei passò all’Inter, dove rimase per due stagioni, quindi concluse la carriera al Napoli, dove giocò dal 1950 al 1956. Qui rimase da allenatore fino al 1959: era la squadra di Achille Lauro, con il quale però Amedei ebbe delle incomprensioni e, quindi, decise di interrompere il rapporto per andare ad allenare, a titolo gratuito, la nazionale femminile.

Nel giorno del suo 92esimo compleanno, l’A.S.Roma ha voluto dedicargli un augurio: “Auguri di buon compleanno ad Amedeo Amadei, centravanti del primo Scudetto giallorosso nel 1942!“.

Certi ricordi non moriranno mai. Come se fossero scritti in una sorta di dna. Ecco perché sembra di averli vissuti  anche a chi non era ancora nato.

Marco Pennacchia