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Tennis, a Wimbledon c’è un italiano in finale dopo 26 anni: è Quinzi tra gli Junior

Giocherà contro il coreano Chung

Gianluigi Quinzi a Wimbledon: storica finale per lui

Gianluigi Quinzi a Wimbledon: storica finale per lui

QUINZI WIMBLEDON/ASROMALIVE.IT – L’Italia del tennis sorride. Dopo i quattro qualificati agli ottavi di finale tra i “grandi” (record) ecco un altro storico risultato. Con una grande prestazione, Gianluigi Quinzi, vola in finale di Wimbledon (Junior) e si conquista così il primo “ultimo atto” di uno slam in carriera. Quinzi, considerato da tanti la miglior promessa del tennis italiano, è da tempo il miglior classe 1996 al mondo e oggi, contro il britannico Kyle Edmund (di un anno più grande rispetto a lui e che ha giocato anche nel tabellone principale grazie ad una wild card cedendo al primo turno al semifinalista Jerzy Janowicz 62 62 64), l’ha dimostrato ancora una volta.

Il tennista marchigiano è stato infatti in grado di annullare 6 palle break su 6 nel corso dell’intera partita e di imporsi per 6-4, 6-4 contro un avversario che, lo scorso anno, l’aveva messo ko in quel del Roland Garros. Per Quinzi, secondo italiano nella storia a raggiungere la finale junior di Wimbledon dopo Diego Nargiso (poi vincitore nel 1987), la finale di domenica sarà contro il sudcoreano Chung, suo coetaneo, che ha battuto per 67 (5) 61 63 il mancino tedesco Maximilian Marterer. Il tennista asiatico, numero 514 della classifica mondiale (Gianluigi è 405), lo scorso giugno ha vinto un titolo Future in patria, battendo in finale lo spagnolo Enrique Lopez-Perez, numero 294 e giocato un’altra finale. Grazie a quel successo è diventato il più giovane tennista sudcoreano a vincere un torneo Future, primo gradino del circuito professionistico. E continuare a sognare non è vietato.

Tra i grandi, in attesa della finale femminile tra Lisicki e Bartoli, Djokovic è il primo finalista. Maratona epica per lui contro l’argentino Juan Martin Del Potro battuto 76 46 76 (2) 67 (6) 63 dopo quattro ore e 43 minuti (la semifinale più lunga della storia del torneo).

Valerio De Santis