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As Roma, Garcia: “De Rossi? Abbiamo parlato, vuole giocare per la Roma”

La conferenza di Garcia vista dalla Gazzetta

Rudi Garcia

Rudi Garcia

CONFERENZA GAZZETTA/ASROMALIVE.IT – Se lo immaginava diverso il suo esordio all’Olimpico, Rudi Garcia: la curva che nel giorno dell’Open Day lo aveva accolto con parecchi applausi e qualche fischio (destinato però più alla squadra che a lui), domani non ci sarà. Ma il tecnico francese – che ha chiesto di sedere sulla panchina più vicina al cuore del tifo giallorosso – non può distrarsi. Così come non può farsi distrarre dalle voci di mercato, come quella più recente e insistente su una possibile cessione di De Rossi. Che Garcia spegne, forse definitivamente: “De Rossi non è solo un grande giocatore, è un grande uomo. Lui vuole giocare per la Roma: abbiamo parlato quando è arrivato dopo le vacanze e abbiamo detto che, passata una data, di sicuro si sarebbe fermato con noi. Lui è un uomo di parola, e sarà con noi tutta la stagione”. Ovvero: De Rossi sarebbe potuto partire, ma ora resta qua. Poi aggiunge: “Ai giocatori piace allenarsi, le distrazioni di mercato non sono un problema, ma di sicuro da martedì saranno più tranquilli”.

RISPETTO — Domani De Rossi giocherà, contro un Verona che Garcia ha studiato in settimana: “La cosa più importante è sapere che è una partita molto difficile, perchè il Verona ha battuto il Milan, che qualche giorno dopo abbiamo visto in Champions. Non è una partita facile perché ha molte qualità, non solo Luca Toni. È una squadra che difende bene e va velocemente in contropiede, oltre ad aver tirato tanto nella prima giornata, proprio come noi”. Toni, uno dei tanti “vecchietti” che ancora fanno grandi cose: “In tutta Europa ci sono giocatori di esperienza con un talento immenso. Ne abbiamo bisogno anche qui in Italia. Riguardo alla Roma, Totti è importante anche per i giocatori giovani che arrivano in squadra”.

SENZA TIFO — L’aspetto ambientale, però, conterà non poco: “Il problema di domani è che non ci sarà la curva Sud, ed è un vero peccato, però giocheremo per tutti i tifosi che saranno allo stadio e per quelli che saranno fuori. Per parlare di ambiente, aspetteremo la prossima partita in casa (il derby del 22 settembre, n.d.r.); di sicuro, domani avremo bisogno di ancor più incoraggiamento dai tifosi”. Roma che giocherà solo il campionato: “Potersi allenare tutta la settimana è sicuramente un vantaggio, ma lo svantaggio è quello di non poter giocare le coppe europee. Speriamo di tornarci”.

LJAJIC E DESTRO — Il serbo, che stamattina si è allenato all’Olimpico con tutta la squadra (“ma sarà un’eccezione fare la rifinitura allo stadio”, dice Garcia) dovrebbe partire dal 1′: “Adem è convocato, ma così come Gervinho non ha i 90 minuti nelle gambe. Di sicuro sarà importante, se dall’inizio o a gara in corso lo vedremo domani”. Proprio Ljajic, ieri in conferenza stampa, ha detto che davanti alla Roma c’è solo la Juventus: “Non so quante squadre ci sono più forti della Roma: la cosa più importante è avere fiducia nella squadra. Di sicuro, squadre forti ce ne sono, ma dobbiamo essere ambiziosi. Ljajic ha detto che siamo da secondo posto? Speriamo abbia ragione, ma queste cose si dimostrano in campo”. Fuori dai convocati per infortunio, soltanto Mattia Destro: “Ha un programma da svolgere piano piano, per essere sicuro che alla fine del percorso giocherà con noi. Non è possibile indicare una data, ma si sta allenando in palestra: speriamo possa tornare il prima possibile con noi”.

CASO CELLULARE — A Livorno, Garcia è stato sorpreso a parlare con il vice Bompard piazzato in tribuna. “Domani utilizzeremo un piccione viaggiatore – scherza il tecnico –. Non faremo niente, ma la settimana prossima vedremo con la federazione che cosa è vietato o possibile fare. In ogni paese ci sono differenze, anche se parliamo di norme Fifa. Ho bisogno non solo di parlare con il mio secondo, ma anche che le regole siano chiare”. Dovrà arrangiarsi, domani, ma non potrà essere un alibi: “La mia filosofia di calcio prevede che diversi giocatori possano andare a segno e il mantenere il possesso palla, perchè ci sono meno rischi, ma il possesso palla non deve essere fine a se stesso. Per arrivare alla mia Roma ideale non è sufficiente lavorare 7 giorni a settimana, ma abbiamo bisogno di tempo e di punti. Se vogliamo sfruttare i tre di Livorno dobbiamo vincere domani, perchè una squadra deve esserlo per 38 partite”. La Roma non fa sei punti nelle prime due partite dalla stagione 2007-2008: Garcia spera di fare come Spalletti.