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GAZZETTA DELLO SPORT Roma e Napoli, quando cambiare premia. Via Lamela e Cavani, ma la classifica sorride

Erik Lamela

Erik Lamela

Quando il coraggio premia. E non in un solo caso, ma in due diverse situazioni: sono le storie parallele di Napoli e Roma, attuali capoliste in serie A, nonché protagoniste del mercato estivo. Alla voce “uscite” prima ancora che in quella “entrate”, mosse dalla medesima filosofia. Perché entrambi i club hanno accettato o deciso di vendere i loro gioielli, reinvestendo poi tutto o parte dei lauti introiti in nuovi acquisti. Con l’idea di mantenere un livello alto nel cambiamento. A partire dagli allenatori. Scelte coraggiose, appunto, ma anche premianti, almeno finora: lo dicono la qualità e l’autorevolezza delle prestazioni, lo confermano i numeri della classifica.

Guardiamo alla Roma, che pure usciva da una stagione deludente e appesantita dai debiti lasciati dalla sconfitta nella finale di coppa Italia contro la Lazio (e la conseguente mancata qualificazione alle coppe europee). Via Andreazzoli, dentro Garcia, tecnico giovane e positivo, ancora carico per i successi ottenuti col Lilla. E soprattutto via Lamela e Osvaldo, il primo dietro un compenso di 30 milioni (più eventuali altri 5 , legati al suo rendimento), l’altro per 16,5 milioni, a cercare fortuna in Inghilterra, e Marquinhos, per il quale il Psg ha sborsato 35 milioni. Fra questi e altri movimenti in uscita (fra cui Stekelenburg), il club di Pallotta ha così incassato 104 milioni, serviti poi a portare in giallorosso tipi come Gervinho, Ljajic, Strootman, Benatia, De Sanctis ed altri ancora. Cui si aggiunge un saldo positivo di 38 milioni. E pure un saldo positivo (+5) nel punteggio: dopo 4 giornate la Roma nella scorsa stagione aveva totalizzato 7 punti, quest’anno 12 (come la Juve capolista della scorsa stagione). Come dire che non solo il coraggio è stato premiato, ma anche le scelte effettuate.
QUI NAPOLI — Il Napoli uscito a testa altissima dallo scorso campionato ha comunque deciso di svoltare: il valzer delle panchine ha portato Mazzarri all’Inter, con De Laurentiis che ha cavalcato al meglio l’onda del cambiamento: preso Benitez, che dall’Inter ci era già passato, vincendo anche un trofeo ma senza lasciare rimpianti, ha rivoluzionato anche la rosa, a partire dalla cessione di Cavani. Dopo 104 presenze e 78 gol in azzurro, l’attaccante uruguaiano ha pure lasciato in dote alle casse partenopee ben 65 milioni di euro, il prezzo pagato dal Psg per affiancarlo ad Ibrahimovic. Il pesante introito ha poi permesso al Napoli di arricchire la rosa di giocatori del calibro di Reina, Albiol, Callejon, Mertens, Zapata, e soprattutto Higuain. Totale: un saldo negativo di 16 milioni di euro pare finora un sacrificio del tutto sostenibile per un Napoli partito alla grande in campionato e pure in Champions. Se l’anno scorso infatti le vittorie iniziali consecutive erano state tre ( condite da 2 gol di Cavani, poi il pari col Catania) ed i punti 10, ora la squadra di Benitez è a quota 12 e ad un passo dal filotto-record di 5 successi di fila di maradoniana memoria. E senza rinunciare al turnover, altro segno di grandezza raggiunta.