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RAZZISMO Abete: “Doverosa riflessione su norma anti-discriminazioni”

Giancarlo Abete

Giancarlo Abete

“E’ opportuna e doverosa una riflessione sulle modalita’ applicative” della norma anti-discriminazioni. Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, si esprime cosi’ sulla richiesta dell’ad del Milan, Adriano Galliani, di rimettere mano alla norma contro le discriminazioni razziali e territoriali. Il giudice sportivo ha chiuso per un turno San Siro dopo i cori contro i napoletani dei tifosi rossoneri durante il match contro la Juventus.

“Ho sentito ieri sia Galliani che Maurizio Beretta (presidente della Lega A, ndr), che mi ha anticipato questa lettera”, dice Abete alludendo alla proposta, supportata dalla Lega A, di una revisione dell’apparato sanzionatorio in merito alle discriminazioni territoriali. “L’Italia ha recepito la normativa prevista dall’Uefa, siamo all’interno di un contesto internazionale che prevede una diversa modalita’ di contrasto alle discriminazioni”, fa notare il n.1 di via Allegri al termine della Giunta del Coni.

“E’ una norma che ricalca quella esistente a livello Uefa, che e’ stata varata e ulteriormente modificata dal consiglio federale e poi approvata dal Coni. Che sia utile, opportuna e doverosa una riflessione sulle modalita’ applicative in relazione alle situazioni che intervengono e’ un fatto fisiologico e naturale, ma il quadro normativo e’ delineato e non e’ frutto di una autonoma decisione della federazione”.

Parlando del caso del club rossonero, Abete evidenzia che “c’e’ uno specifico che richiede una doverosa prudenza perche’ e’ in atto un iter disciplinare che attiene alla situazione segnalata dal Milan”. Galliani sostiene che il riferimento alla discriminazione territoriale sia esistente solo in Italia: “La ratio della norma Uefa e’ quella di salvaguardare la dignita’ della persona umana -ribatte Abete-. C’e’ una linea di indirizzo da parte della Uefa in questo senso. D’altronde anche le decisioni di Lazio-Legia Varsavia (chiusura dell’Olimpico per un turno, ndr) non sono collegate a una logica discriminatoria in quanto tale”.

ll presidente federale precisa che “la discriminazione territoriale e’ presente da tempo nel codice di giustizia sportiva, e’ cambiata solo la gradualita’ delle sanzioni. Le norme non si cambiano in corsa? Le norme sono varate dal consiglio federale che e’ l’unico soggetto in grado di fare riflessioni a riguardo, ma l’indirizzo strategico era stato individuato da tutte le componenti”

Fonte: Adnkronos