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Festa scudetto, Moggi: ”E’ come se avessi vinto io”

Le dichiarazioni dell’ex dirigente sul tricolore juventino e sulle rivali storiche Milan ed Inter

L'ex dg della Juventus Luciano Moggi

FESTA SCUDETTO MOGGI COME AVESSI VINTO IO / WEB – Luciano Moggi ha rilasciato alcune dichiarazioni sullo scudetto conquistato dalla Juventus. L’ex direttore generale bianconero ha colto l’occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Milan ed Inter. Ecco le sue parole riportate dall’Adnkronos:

Il Milan ha sbagliato tutto in Milan Lab (il centro di ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico posseduto dall’A.C. Milan)  perchè non si concepiscono tanti infortuni, il che vuol significare mancata prevenzione degli infortuni – ha detto sulla squadra di Allegri Gli infortuni si possono prevedere, specialmente quelli di carattere muscolare. Evidentemente Milan Lab non ha tenuto molto conto di questo e ci sono stati strappi continui e contratture che hanno impedito all’allenatore di mettere in campo sempre e comunque la formazione giusta. Moggi, però, ha assolto il tecnico rossonero: Qui l’unico che deve essere tirato fuori dal discorso del mancato scudetto è proprio l’allenatore che ha fatto di necessità virtù

L’ex dirigente si è poi soffermato, più nello specifico, sulla festa bianconera: ”E’ come se avessi vinto il campionato io. Invece io non sono nella Juventus. Ho dato sicuramente qualcosa alla Juventus ma non ho vinto io, bravi sono stati quelli che sono attualmente i dirigenti, da Andrea Agnelli all’allenatore a tutti quanti, quindi il merito è loro. Io sono contento per loro perchè hanno passato quegli anni molto brutti. Infine, non poteva mancare l’attacco diretto all‘Inter: ”Quando si tratta di andare avanti nel discorso si potrebbe dire, con tutta tranquillità, che l’Inter prima del 2006 arrivava a 20 punti dalla Juventus. Finito l’alone di Calciopoli è ritornato nell’ambito che le è più proprio, cioè a 23 punti dalla Juventus e al sesto posto. Questa è la dimostrazione migliore che il calcio era pulito e che c’era chi non sapeva operare.

Marco Pennacchia

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