LUIS ENRIQUE VALDISERRI / WEB – Luca Valdiserri fa un’analisi molto obiettiva del lavoro di Luis Enrique alla Roma scevra dal sentimentalismo che si legge questa mattina sui giornali, gli stessi che chiedevano qualche mese le dimissioni dell’asturiano.
Il giornalista parla infatti di “rigetto” del calcio italiano per le idee del tecnico spagnolo. Non è l’unico comunque, a scegliere la via delle dimissioni, osserva, dato che il mondo del pallone italiano si sta votando alla più completa autarchia: “Resta giusto Zeman, quel «matto» di Zeman“.
I pessimi risultati della Roma non fanno che dare ragione ai detrattori del mister, ma allora perchè una larga fetta dell’ambiente giallorosso, a partire dai calciatori, voleva tenerlo? “Forse la risposta è questa: Luis Enrique era il simbolo del calcio che non abbiamo e che, proprio per questo, hanno un suo particolare fascino“.
“La differenza è la quantità di utopia che ci permettiamo: molta nei sostenitori di Luis; poca o nessuna in chi lo considera il peggior allenatore della Roma dai tempi di Carlos Bianchi”.
C’è chi non lo ha mai sopportato, chi ha intravisto le potenzialità di quel gioco che purtroppo si è manifestato molto raramente in campo. Il punto della questione che oggi, ad un passo dall’addio gli va riconosciuta è che: “Ha dato il 100% di quanto aveva dentro. Forse di più. E proprio questo darsi completamente lo ha consumato. Bravo o scarso che sia stato alla guida della Roma“.
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