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Roma, Luis Enrique: il mister dei giovani

Mai come in questa stagione, tanti giovani della Primavera hanno avuto l’occasione di mettersi in mostra più volte

Il tecnico spagnolo Luis Enrique (Getty Images)

ROMA LUIS ENRIQUE DEBUTTO GIOVANI / WEB – Tutto si può dire di Luis Enrique, tranne che non sia spericolato. Tante volte è stato criticato per la sua fin troppa coerenza; per le punizioni eccessive inflitte a giocatori come De Rossi (per soli cinque minuti di ritardo ad una riunione tecnica) ed Osvaldo (per la lite con Lamela). Il tecnico asturiano ha sempre proseguito sulla sua strada, anche quando tutto faceva pensare che alla Roma servisse tutto tranne che la sua rigidità. In una cosa, però, è stato flessibile, e forse anche qui all’eccesso: la formazione da schierare in campo ogni domenica. C’è da dire che, dopo una prima fase di totale confusione, Luis Enrique ha trovato dei punti fermi (ad esempio il centrocampo composto da Gago, De Rossi e Pjanic). A questi, però, ha spesso affiancato dei giocatori che, forse, con un altro allenatore, non avrebbero mai avuto l’opportunità di mettersi in mostra. Parliamo di nomi come Federico Viviani, Giammario Piscitella, Gianluca Caprari, Valerio Verre, Junior Tallo. Tutti ragazzi non ancora ventenni che hanno provato l’ebbrezza di giocare in Serie A ed in una grande squadra. Viviani è addirittura partito titolare contro la Juventus di Conte. Insomma, questi ragazzi si sono messi in gioco, sono riusciti ad arrivare alla soglia di un sogno. La stagione della Roma è stata negativa, è vero. Ma loro la penseranno davvero così? Oggi Gianluca Caprari ha dedicato un messaggio a Luis Enrique, sul proprio profilo Twitter: ”Grazie di tutto, mister, e buona fortuna”. Forse un giorno, quando i tifosi avranno digerito le delusioni di questa stagione, gli errori abnormi in tutti i reparti, le valanghe di gol prese da squadre nettamente inferiori, l’esclusione dall’Europa dopo anni ed anni; allora potranno vedere anche alcuni aspetti positivi del pensiero di Luis Enrique. Un pensiero che non si è mai fatto concreto. Un’idea che non è mai diventata atto. Forse a Bologna qualcuno si era illuso. Invece, il progetto non è mai diventato storia. Di chi è stata la colpa? Forse non era destino. Forse sono stati sbagliati soltanto i tempi. Per alcuni ragazzi, però, il sogno è diventato realtà. 

Marco Pennacchia

Marco Pennacchia

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Marco Pennacchia

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