SPINOSI / ASROMALIVE.IT – Luciano Spinosi, allenatore della Roma del dopo Liedholm, ha parlato al sito gazzettagiallorossa.it del difficile momento che sta vivendo la società capitolina intervenuto per parlare del difficile momento che sta vivendo la compagine capitolina.
Ecco le sue parole:
Nel 1989 prese il posto di Liedholm. Un ricordo?
“Mi ricordo benissimo quando mi chiamò il presidente e mi disse che da quel momento sarei stato l’allenatore della prima squadra. Insieme ad un mio collaboratore decidemmo quindi di fare una settimana di allenamenti perché la squadra non stava bene fisicamente. Facemmo alcuni risultati non favolosi, così mi presentai dal presidente e dopo un mese lasciai la squadra a Liedholm”.
Che sensazione le ha dato prendere il posto di un allenatore come Liedholm?
“Fui contento, perché allenare la Roma per un romano non è una cosa da tutti i giorni. Conoscevo Liedholm, ma mai avrei pensato di prendere il suo posto. Me lo disse il presidente, ma io continuavo a pensare a Liedholm”.
Andreazzoli sta vivendo la sua stessa esperienza. Un giudizio?
Cosa bisogna fare in questi casi?
“Bisogna parlare col gruppo, tirare fuori i problemi, chiedergli cosa farebbero loro. I calciatori sono importanti ed è giusto farsi aiutare: sono loro che vanno in campo, l’allenatore li prepara e basta”.
E’ giusto prendere un allenatore alla sua prima esperienza su una panchina così importante?
“Evidentemente non c’era altro modo”.
La sua squadra le ha mai giocato contro?
“No, le cose sono sempre andate bene. I giocatori non stavano bene fisicamente e lo sapevano”.
Come mai però sia dopo Liedholm, che dopo Zeman, la squadra non era in forma?
Un giudizio sulla Roma?
“Sono contento per Totti perché se quest’anno non partiva così, sarebbe stato più difficile per tutti. Ho visto una squadra che non è molto preparata in difesa. E’ vero che sono giocatori giovani senza esperienza, ma qualcosa bisogna fare”.
Cosa manca a questa squadra?
“Un minimo di fortuna. La squadra, come successo a Genova, prende molti gol particolari”.
Non si è passati troppo velocemente dal 4-3-3 al 3-5-2?
“Queste cose mi fanno ridere. Le squadre giocano sempre in 11… i giocatori devono solo correre e dare tutto”.
Un giudizio sull’operato della dirigenza?
“Bisognerebbe stare dentro la società per queste cose”.
Su Roma-Juventus?
“Sarà una partita importante. Battere la Juventus sarebbe una cosa magnifica, ma non è facile. I bianconeri sono nettamente la squadra più forte e lo hanno dimostrato anche ieri. La Roma però gioca in casa e con il pubblico dalla propria parte. Può succedere di tutto”.
Un pronostico?
“Sono squadre talmente particolari che può succedere di tutto”.
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