FIORENTINA ROMA GHINI / ASROMALIVE.IT – Sono molti i tifosi giallorossi nel mondo dello spettacolo. Uno di essi è Massimo Ghini che si è “confessato” sul settimanle Brivido Sportivo: di seguito l’intervista, tutta dedicata a Vincenzo Montella e a Fiorentina-Roma.
Massimo Ghini, partiamo proprio da Vincenzo Montella che ritroverà da avversario sulla panchina della Fiorentina.
“Parlo di un amico, di una persona che ho conosciuto e ho avuto il piacere di frequentare. Adesso solo perché i nostri lavori ci hanno allontanato e ci portano in giro per il mondo non riusciamo più a vederci come prima. Ho avuto il piacere e l’onore di conoscere Vincenzo e dico questo: lui non identifica solo i colori della Roma ma è stato un grandissimo calciatore e questo va ricordato, perché l’esser diventato allenatore sta facendo un po’ dimenticare che è stato uno dei più grandi attaccanti degli ultimi venti anni. Io mi ricordo l’Aeroplanino ancora prima che venisse alla Roma, lo ricordo fin dai tempi della Sampdoria. Gli voglio dedicare questo ricordo. Era bello vederlo giocare, anche nella Samp, aveva tutto. Un grande giocatore“.
Visto che lo conosce bene ci conferma anche una grande dote umana di Montella?
“Sicuramente, Vincenzo ha sempre avuto quella serietà che non tutti hanno e anche da calciatore era uno con la testa sulle spalle, come Totti. Essere grandi a Firenze, Genova, Torino, Milano è abbastanza facile, essere grandi a Roma è veramente difficile perché questa stranamente è una città che ha sempre generato campioni che si sono magari persi. Mentre quelli che riescono ad affermarsi a Roma vuol dire che sono veramente dei grandi campioni“.
Si aspettava Montella allenatore di successo?
“Diciamo che ho sempre visto in lui un’immagine molto concreta oltre a quella del gran calciatore. Lui tra l’altro ha una serie di attività fuori dal calcio con una grande solidità anche di rapporti. E dico questo per far capire che ha sempre tenuto un certo tipo di rapporto e di atteggiamento positivi. Poi, da qui a dire che ci avevo visto un futuro da allenatore il passo è lungo, anzi dico che non lo vedevo in questa veste, ma non perché non la pensassi per lui. Però, ripeto, gli notavo grande concretezza e responsabilità e questo forse comprendeva anche la capacità di diventare allenatore. Certo, quando ha smesso di giocare era ancora troppo calciatore e ancora adesso non mi meraviglierei se sotto l’abito avesse maglietta e pantaloncini“.
In tutta sincerità: lo aspettate a Roma? Lo rivuole sulla panchina giallorossa?
Chiudiamo con Fiorentina-Roma: come si sta avvicinando al match?
“Noi stiamo vivendo un’altra di quelle annate che non vorrei vivere mai e siamo noi che corriamo dietro ai viola, ma abbiamo fame di raggiungere un obiettivo. Anche se mi sembra che nella testa dei giocatori ci sia l’obiettivo soprattutto di puntare tutto sul derby della finale di Coppa Italia, mi sembra di capire che ci giocheremo tutto in quella partita. So bene che la Fiorentina sta lottando per la Champions ed è chiaro che alla luce di questo la gara diventa importante per entrambe le squadre. Per questo credo che sarà un bel match visto che in campo ci sono tutti gli elementi perché sia uno spettacolo. Certo, se la Roma gioca come contro il Pescara, la Fiorentina può dormire sonni tranquilli, se poi i giallorossi avranno voglia di fare qualcosa, allora potrebbe venire fuori un grande incontro“.
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