Una cosa è certa: l’allenatore di Nemours crede nella squadra: “Ho un gruppo che mi piace, Non saremmo secondi a un punto dalla Juve senza una rosa di qualità. Abbiamo giocatori di esperienza e giovani. È una rosa che può ancora fare meglio per me”. Eppure Bergamo si prospetta come una trasferta a rischio: sul campo e fuori, a causa delle frizioni tra le due tifoserie: “A Bergamo è difficile come a Udine, sono fortissimi in casa, ma noi giochiamo sempre per vincere. I tifosi? Il calcio è una festa. Mi hanno detto che c’è rivalità tra le due tifoserie, ma deve arrivare il momento di dare più rispetto agli avversari, allo stadio dovrebbero andare soprattutto i bambini”. A prescindere dalla questione ultrà, la gente si aspetta il ritorno alla vittoria dopo un mese sottotono.
Garcia però è fiducioso: “Abbiamo vinto dieci partite e pareggiate tre. Non abbiamo ancora perso, siamo la difesa migliore d’Europa. Abbiamo ancora tanta fame, di giocare bene e di vincere. Siamo tranquilli e motivati”. Oltre ai 3 pari di fila, preoccupa un attacco diventato improvvisamente improduttivo, con la miseria di 4 gol realizzati in 5 partite, tutte senza Totti. Ma Garcia ridimensiona il problema: “Dobbiamo lavorare di più su questo aspetto e dare fiducia ai giocatori lavorando in allenamento su questo punto. Serve anche un po’ di fortuna in più”. Il contributo non lo offrirà certo Mattia Destro, nonostante la doppietta realizzata indossando la maglia della Primavera: “Gli serve crescere sul piano fisico – giura Garcia – perché fa allenamenti con molto impegno ma ha bisogno di giocare. Giocare dal primo minuto? Non è pronto”.
Cinque diffidati, tutto il centrocampo titolare più Maicon e Florenzi. Eppure Garcia non ha intenzione di preservare nessuno, anzi: “Diffidati? Non ne terrò conto: la mia speranza sarà di non prendere un giallo per i diffidati, ma non mi piace pensare troppo avanti, è il modo migliore per sbagliarsi”. E di sbagliarsi finora gli è capitato di rado. Anche per questo ha strappato la fiducia incondizionata del presidente Pallotta, che vorrebbe tenerlo a Roma “per 10 anni, per farne il Ferguson della Roma”. Garcia sorride, e gioca a nascondino: “Nel calcio tutti siamo legati ai risultati, sono le regole del gioco. Ma se il presidente dice così si avverte ancora di più la voglia di fare bene. Ho un ottimo rapporto con il presidente e la squadra. E la qualità dei rapporti è sempre importante”.
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