(La Stampa) – La V sezione della Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna emessa per Luciano Moggi nel processo d’appello per le presunte irregolarità legate all’attività della Gea.
La Suprema corte ha di fatto accolto il ricorso presentato dai difensori dell’ex direttore generale della Juventus, gli avvocati Marcello Melandri e Maurilio Prioreschi. Secondo quanto si è appreso per una parte le contestazioni sono state dichiarate prescritte. L’annullamento ha riguardato anche Alessandro Moggi.
Il ricorso è stato discusso stamane dai legali. La Corte di appello di Roma aveva fissato in un anno di reclusione la pena per Luciano Moggi (un anno e sei mesi in primo grado) e cinque mesi per il figlio (un anno e due mesi). Allora fu confermata l’assoluzione degli altri imputati, tra i quali Davide Lippi, figlio dell’ex ct azzurro.
I due Moggi erano stati chiamati in causa rispetto alle presunte pressioni esercitate per l’acquisizione di procure sportive. In particolare, per l’ex dirigente l’imputazione faceva riferimento alle modalità che portarono il centrocampista Manuele Blasi ad abbandonare il procuratore Stefano Antonelli per passare alla Gea. Stesso discorso per Alessandro Moggi, che della Gea è stato il presidente, ma in relazione alle acquisizioni delle procure di giovani calciatori di origine russa.
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