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Balzaretti

Rudi Garcia fa bene a non fidarsi della Lazio, che in classifica sembra sperduta nelle nebbie e lontana 19 punti (22 se la Roma batte il Parma), nell’avvicinarsi del derby di domenica. Da quando c’è Reja infatti i biancazzurri filano come un treno, sanno che è svanito il bonus presso i tifosi della vittoria di maggio in Coppa Italia e pesano come macigni il 2-0 dell’andata e l’annata da record dei rivali condotti ancora una volta dal detestato capitan Totti. L’appuntamento di domenica pertanto diventa centrale per loro e la Roma sente puzza di bruciato anche perchè, spesso, la differenza in classifica non ha condizionato i derby infischiandosene della logica della classifica.

Maestro di cerimonia degli sgambetti a una Roma d’alta quota è, andando a ritroso, Delio Rossi: nel 2009 bastona 4-2 con sigillo di Kolarov una Roma in odore di scudetto e poco gli importa di arrivare poi a 13 punti dai cugini. Ancora meglio fa nel 2008: 3-2 con zampata assassina di Behrami in recupero e fa meno male il -27 finale. Scherzi da Delio anche nell’andata del 2007: da -17 impartisce una lezione di umiltà alla lanciatissima Roma di Spalletti con tre sberle di Ledesma, Oddo su rigore e Mutarelli con tanto di chiacchierato bagno notturno nel Fontanone del Gianicolo. Ma a volte per creare la sorpresa basta anche un pari: nel 2004 da -16 la Lazio di Mancini rallenta 1-1 la Roma di Capello e il Milan arpiona lo scudetto. A parti inverse è l’epilogo del derby del 1999: dopo anni di disastri la Roma di Zeman sistema 3-1 la Lazio di Eriksson con doppietta di Delvecchio da -14 (con la vittoria da due punti) e per lo scudetto i biancazzurri dovranno aspettare un anno e il diluvio di Perugia. Nel dopo scudetto di Liedholm inciampo laziale con due pari: 1-1 nel 1985 da -12 (che lenisce appena la retrocessione) e 2-2 nel 1984 da -11 con doppietta di D’Amico.

Pochi le sorprese nel passato remoto: nel 1961 derby di ritorno alla Lazio con un 2-1 targato Rozzoni, brodino per il -21 finale. Una doppietta di Burini confeziona invece il 3-1 alla Lazio nel 1955 con gap finale di 11 punti mentre biancazzurri dispettosi anche 1937 con due vittorie nei derby a una Roma che chiude avanti di 12 punti. Il percorso inverso porta a considerare che la Lazio rispetta di più il ruolo di favorita quando ha ampio margine di vantaggio: doppia vittoria ad esempio (1-0 e 2-1) nella serie A 1951 che si conclude con +16 e la Roma retrocessa. Doppio successi anche negli anni dello scudetto di Maestrelli: 1-0 e 2-0 nel 1973 (+19), 2-1 e 2-1 con sigillo finale di Chinaglia nel 1974 (+14). Poche ma buone le vittorie giallorosse da favoriti: nel dopo scudetto di Capello (una sola sconfitta e 6 vittorie negli 11 derby) 2-0 e 5-1 con poker di Montella e cucchiaio di Totti nel 2002 chiuso a +17, poi 1-0 e 2-1 con doppietta di Vucinic nel 2010 chiuso a +28.

I tifosi romanisti traggono buoni auspici dal fatto che allora come ora sulla panchina laziale c’è Reja. Ma strada facendo il navigato tecnico goriziano ha colmato il gap delle stracittadine: dopo avere perso quattro derby , infatti, ha vinto gli ultimi due contro Luis Enrique. Rudi Garcia studia la Lazio e sa che incontrerà una squadra ben diversa da quella sconfitta all’andata e che vale una classifica superiore. Le premesse per un derby spettacolo, tempo permettendo, sulla scia dello scoppiettante 3-2 sul Napoli ieri in Coppa Italia, ci sono tutte.

Fonte: Ansa

giovanni parisi

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