Uno stralcio dell’intervista che il tecnico Rudi Garcia ha rilasciato ai microfoni di Fox Sports e che dovrebbe andare in onda sul canale tematico questa sera:
MOURINHO – “E’ davvero un grande allenatore, vince in tutte le squadre che allena. Poi sulla comunicazione non posso dire niente, è il suo modo di fare, di mettere sempr pressione sugli altri. Quello che mi piace del suo modo di allenare è che protegge sempre i suoi giocatori, questo lo trovo molto normale, è un po’come una madre con i suoi bambini, nessuno può dire qualcosa di male o toccare i suoi figli, In questo ci assomigliamo un po’”.
ATHLETIC BILBAO – “E’ una squadra che gioca bene. Io ho seguito Bielsa, che adesso dicono vada al Marsiglia. In Spagna ci sono molte squadre che giocano a calcio, è quasi una religione in Spagna provare ad avere una squadra che giochi bene al calcio, con passaggi corti. Ogni squadra in Spagna prova a fare questa cosa ed è una cosa che mi piace”.
BARCELLONA – “Io vedo qui a Roma giocatori con un’età importante come il Capitano, Taddei o De Sanctis, che fanno ancora cose importanti alla loro età e nella loro testa sono più giovani di tanti giovani che giocano. Per questo dico che quando hanno la fortuna di avere Xavi, Iniesta e altri campioni il Barcellona possa avere ancora giorni importanti. Hanno perso il portiere, Valdes e la sfortuna loro forse è anche questa. Ogni allenatore ha le sue qualità, ognuno ha anche le sue convinzioni ma poi quello che bisogna avere sono i risultati perchè alla fine siamo tutti giudicati per i risultati. Non conosco una società che tiene un allenatore per le sue convinzioni se non ci sono i risultati”.
FIDUCIA DEI GIOCATORI – “Sì, per esprimere il talento sul campo bisogna avere fiducia al 100% in sè stesso e nella squadra. Io ho lavorato per dare un’identità di gioco alla squadra perchè avevo le mie convinzioni e sapevo quale calcio la squadra dovesse giocare e soprattutto sulla fiducia dei giocatori per esprimere un certo tipo di calcio e perchè quando i tifosi vedono il piacere dei giocatori sul campo prendono anche loro piacere”.
GERVINHO – “Lo conosco bene. Ha esordito in Francia quando allenavo il Le Mans poi è venuto con me a Lille dove abbiamo vinto il campionato e la Coppa di Francia insieme. E’ un giocatore che conosco bene ma anche un uomo che conosco bene. Lui è un giocatore ‘affettivo’, ha bisogno di fiducia, di sapere che può prendere rischi sul campo, perchè se uno prende Gervinho e gli dice: ‘Tu giochi a uno, due tocchi massimo’, meglio non prendere Gervinho. Lui è uno che salta l’uomo, che ha bidogno di fare dribbling e che attacca la profondità; soprattutto quando ho visto la rosa mi sono detto che questo giocatore era necessario alla Roma”.
PJANIC – “So che i grandi giocatori come Messi fanno la differenza ma che bisogna avere anche una squadra dietro. Io ero un giocatore più collettivo che individuale; ora mi fa piacere che ci sia la classifica degli assist; per me è il giocatore che pensa alla squadra, che pensa all’ultimo passaggio, a fare segnare l’altro è molto molto importante non solo per il mio gioco ma per il calcio, penso. Il PSG? No, Miralem è un giocatore fantastico e preferisco vederlo alla Roma. Poi vediamo cosa succederà a fine stagione. Quello che è sicuro è che a lui piace la piazza, il club, il fatto di giocare a Roma. Sono sicuro che se rimane rimane con tanto piacere. Io sono molto contento della mia rosa, stiamo facendo una stagione straordinaria; già l’ho detto che il mio obiettivo era fare tornare il sorriso ai nostri tifosi e quando vedo dopo la partita con il Milan la gente che rimane a cantare con tanti sorrisi, penso che questo traguardo l’abbiamo raggiunto da tempo.”
Fonte: Romanews.eu
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