(F. Bianchi) – Il ministro Angelino Alfano ha mantenuto la parola: il decreto-sicurezza è passato oggi in consiglio dei ministri e sarà in vigore quindi dalla prossima stagione calcistica. Ci ha messo più del previsto, ma sono i tempi della politica: il cdm d’altronde era ingolfato. Il Viminale ci ha lavorato a lungo con la Task Force diretta dal prefetto Vincenzo Panico e con l’Osservatorio, guidato da Ermando Forgione e Roberto Massucci. Un lavoro importante, con la convinzione che con queste misure i violenti da stadio avranno finalmente vita difficile. Soprattutto c’è grande fiducia nel Daspo di gruppo che potrebbe riguardare centinaia di tifosi (adesso i daspati sono circa 5000) e rompere il muro di omertà che governa molte curve. Al Viminale sono convinti che ci sia la necessaria copertura giuridica, anzi ritengono che non succederà più come in passato quando i Tar annullavano i Daspo per “carenza di motivazione”. Secondo il ministro Alfano le “responsabilità verranno valutate sul piano personale”: ma se uno non ha fatto niente e si è trovato, ad esempio, a fianco di un idiota che esponeva uno striscione con offese per i morti dell’Heysel o di Superga? Si vedrà. Possibili ricorsi in Cassazione? Resto dell’idea che le norme già c’erano, solo che non sempre, anzi raramente, venivano applicate: non deve essere una caccia all’ultrà, ma ci vuole la convinzione che gli stadi vadano “ripuliti” da certa gentaglia, minoranza d’accordo ma sempre gentaglia. Detto questo il Daspo di gruppo, e preventivo, convince poco l’avvocato Massimo Rossetti, responsabile dell’area giuridico-legale della Federsupporter (www.federsupporter.it). Ecco il suo parere: “Il principio costituzionale stabilisce che la responsabilità e la pericolosità siano esclusivamente personali. Ne deriva che un tifoso, pur non avendo fatto nulla, per la sola sventura di trovarsi sullo stesso pullmann o sullo stesso vagone ferroviario in cui un altro tifoso, magari a lui del tutto sconosciuto, abbia commesso qualche “atto infelice” potrà vedersi comminato un Daspo anche della durata di 8 anni. A meno che-conclude con una battuta-anche per i tifosi, così come per i presidenti, le scuse postume valgano come esimente…”. Riferimento a Tavecchio: la Federsupporter, come noto, ha presentato un esposto a Palazzi (quando decide non si sa…) chiedendo il deferimento di Tavecchio, inoltre ha fatto presente come in consiglio federale (art.23 comma 3 dello statuto del Coni e art.26 comma 1 dello statuto Figc) da parte dell’Aic (sindacato calciatori) deve essere assicurata “una equa rappresentanza di atlete”. Cosa che non è successa, a meno che domenica Tommasi cambi idea in occasione del direttivo: ma se non succederà , secondo il legale della Federsupporter verrà commessa una violazione che “costituisce una tipica condotta discriminatoria per motivi di sesso”. Ne avevamo dato conto per primi: in Figc, ovviamente, è silenzio totale. Chissà, può anche darsi che Sherlock Homes-Palazzi faccia un’altra indagine…
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