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DECRETO STADI Malagò: “Reazione giusta dei presidenti”. La Lega: “Si sopprima la tassa sull’ordine pubblico”

Malagò

Il presidente del coni, Giovanni Malagò,  dopo l’intervento di ieri sul decreto legge stadi ha voluto aggiungere alcune dichiarazioni.Queste le sue parole: “Se fossi presidente di una societa’ di calcio non sarei contento di veder arrivare a ottobre un provvedimento che non era previsto e che incide sul bilancio.Ma dobbiamo considerare  che una parte dell’opinione pubblica ritiene che certi oneri della collettivita’ nei confronti delle partite di calcio non siano piu’ accettabili. Il calcio dice che da’ piu’ di quello che costa, ma e’ in buona compagnia, perche’ in Italia c’e’ un’alta percentuale di cittadini che pagano di tasse piu’ di quanto ricevono in servizi. Quel provvedimento riguarda tutte le manifestazioni sportive ma, alle partite di calcio, le forze dell’ordine sono in assetto da guerra, mentre per Italia-Inghilterra di rugby allo stadio Olimpico c’erano 82.000 spettatori e neanche un poliziotto. Questo potrebbe succedere nel calcio?”

Fonte: Ansa

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Un no deciso ai costi extra da sostenere per la sicurezza negli stadi. E’ la posizione ufficiale della Lega di serie A, espressa in una delibera, dopo l’assemblea straordinaria di oggi sulla”Legge sugli stadi” appena approvata dalla Camera e in attesa di esame da parte del Senato. La Lega chiede “senza indugio che, nella seconda lettura del disegno di legge prevista in Senato a partire da martedi’ 14 ottobre, l’intero testo degli articoli 3-ter e 3-quater sia definitivamente soppresso, in quanto prefigurante l’introduzione di una vera e propria tassa posta soggettivamente a carico delle sole societa’ sportive organizzatrici degli eventi per la fornitura di un servizio pubblico (il mantenimento della sicurezza e dell’ordine pubblico in occasione di eventi e manifestazioni) non opzionale ma previsto per legge nell’interesse dell’intera collettivita’ e, come tale, in palese contrasto col principio di uguaglianza e l’obbligo generale di contribuzione alla spesa pubblica sanciti dagli articoli 3 e 53 della Costituzione della Repubblica Italiana”. La Lega ha ricordato che “in nessun altro paese europeo – come si evince dai dati di un recente studio realizzato dall’Associazione delle Leghe Europee di Calcio – i costi relativi all’impiego delle forze dell’ordine nelle aree esterne agli stadi sono posti a carico delle societa’ di calcio, ma normalmente a carico della collettivita’ in generale, e questo anche laddove gli stadi sono di proprieta’ delle societa’ sportive”.

La Lega di A, pur esprimendo “pieno apprezzamento per i dispositivi introdotti ai fini del miglioramento delle condizioni di sicurezza e di efficacia di gestione dell’ordine pubblico in occasione delle manifestazioni sportive“, e confermando “il pieno rispetto e la piu’ ampia gratitudine per il preziosissimo lavoro quotidianamente svolto da tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine e dalle autorita’ responsabili dell’ordine e della sicurezza pubblica”, ricorda che “il sistema del calcio italiano contribuisce gia’ alla fiscalita’ generale del Paese, secondo gli ultimi dati disponibili riferiti all’anno d’imposta 2011, per un ammontare di un miliardo e 34 milioni di euro di imposte dirette e indirette, 741 dei quali attribuibili ai soli club di Serie A”, senza dimenticare di aver “sopportato oneri straordinari pari a diversi milioni di euro per l’adeguamento infrastrutturale degli impianti, nonostante gli stadi siano, nella maggior parte dei casi, di proprieta’ pubblica“. Altro punto sottolineato dai club, “un costo totale di circa 17 milioni di euro all’anno per il solo impiego degli steward e il servizio antincendio negli stadi, cui vanno aggiunti costi non facilmente quantificabili per la formazione e l’aggiornamento degli addetti”. Di contro, “anche in conseguenza di tali maggiori oneri assunti in via esclusiva dalle societa’ sportive, tra il 2004 e il 2013 il contingente delle forze dell’ordine impiegato annualmente in occasione delle gare di Serie A, B e Lega Pro si e’ praticamente dimezzato, riducendosi del 48%”.

giovanni parisi

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