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AS ROMA 16 marzo 1969: la scomparsa di Giuliano Taccola

Il logo as Roma

(T. Cagnucci) – Giuliano Taccola era il nostro Sessantotto. I nostri sogni, la nostra rivoluzione. Aveva l’età di uno studente ed è l’età che avrà per sempre da quel 16 marzo 1969. Il 24 settembre del ’67 aveva segnato alla prima partita in serie A con la Roma, a San Siro, con l’Inter, dopo un gol di Facchetti, a Sarti, il portiere col quale iniziava una filastrocca tuttora in voga. Lui invece non sarebbe mai diventato di moda. Veniva da Pisa, era cresciuto al Genoa, come Gigi Meroni. Volava. Era leggero. Veloce. Segnava. A San Siro era stato un balenio, perché è dell’Olimpico che sarebbe diventato la luce. La stagione dopo alla prima partita fece un gol dopo trenta secondi alla Fiorentina, il primo gol di tutto il campionato. Un altro balenio. Ne farà 7 in 12 partite, e chissà quanti inutili articoli si farebbero oggi sulle sue medie, senza riuscire a restituire mai la poesia dei gesti e della felicità che promettevano.

Era già il ’69. Era ancora il nostro ’68. Era la nostra rivoluzione, i nostri sogni. I tifosi una volta lo andarono a prendere di ritorno da una trasferta vittoriosa per portarlo in trionfo alla Stazione Termini. Non era ancora una storia sbagliata, ma stava già ai bordi del cuore. Aveva l’età di uno studente, ma purtroppo stava per diventare un eroe. Fragilissimo. Poetico. Lieve. Assurdo. Dimenticato subito. Alle 17.55 del 16 marzo 1969 la guardia civile di Cagliari ne constatò il decesso: morto. Dopo una partita mai giocata come la sua vita. Cordova, Sirena e D’Amato restarono lì perché non se la sentirono di abbandonarlo su quel lettino nello spogliatoio dell’Amsicora. Senza una bombola d’ossigeno, con l’ambulanza arrivata dopo mezzora, o forse di più. Tonsillite, allergia alla penicillina, problema cardiaco, troppi misteri e una storia ancora più triste che da quel momento ha investito per forza e senza amore la sua famiglia. Alla Basilica di San Paolo c’erano cinquantamila persone al suo funerale. Un drappo nero, la maglia numero 9 della Roma. “Giuliano” gridavano. Il nome di Taccola, inserito nel 2012 e nel 2014 nelle candidature alla Hall of Fame della AS Roma, è tornato ad essere ricordato nell’ultimo derby con quel volto disegnato e sorretto da ragazzi della Sud che non lo hanno mai visto giocare ma che lo hanno tenuto dentro al cuore. Perché Giuliano Taccola era anche il loro sogno, la rivoluzione che sarà sempre da fare e che lui ci ha fatto intravedere in un balenio nei suoi gol per la Roma.

Fonte: Asroma.it

Keivan Karimi

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