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IL TEMPO La Roma parte senza Totti

Totti

(E. Menghi) Da Batistuta a Dzeko, è proprio vero che per far scivolare Totti in panchina serve un bomber di razza in rosa. Bisogna andare indietro nel tempo fino al lontano 2002 per risalire all’ultima esclusione del capitano per scelta tecnica: Bologna-Roma 2-1, il capitano entra al 21’ del secondo tempo al posto di Tommasi. L’allenatore era Capello. Nelle tre successive partite, giocate da titolare al fianco dell’attaccante argentino, il numero 10 aveva segnato la bellezza di 6 gol. Da quando è arrivato Dzeko nella capitale, non si fa altro che paragonarlo a quel Batistuta che aveva portato la Roma a vincere lo scudetto e non è un caso se proprio quest’anno Totti rischia di lasciare la maglia da titolare al bosniaco al debutto contro il Verona. D’altronde, Francesco era da anni che si augurava di veder arrivare un campione e, visto che potrebbe essere, anzi è – sulla carta – il suo ultimo anno da giocatore della Roma, Totti sarebbe felicissimo di fare il gregario, se servisse a garantirsi il secondo tricolore da record.

Poco importa se a Verona, come sembra, Garcia dovesse scegliere Dzeko dal 1’, anche se Totti non è abituato a stare a guardare. Dal 2002, infatti, ha saltato l’esordio in campionato solo altre due volte, e sempre per infortunio: nel 2003-04 era assente contro l’Udinese perché si era fatto male nell’amichevole preseason con il Betis Siviglia; nel 2008-09 a fermarlo era stato un pestone di Maicon, allora all’Inter, nella Supercoppa italiana. Ma quando era a disposizione, Totti ha sempre iniziato l’anno da titolare. I vari Osvaldo, Borriello, Destro o chi li ha preceduti, non sono riusciti a spodestarlo, ma quest’anno la storia è diversa e Francesco lo sa. L’errore da non fare è, secondo l’esperto Keita, «prendere la consapevolezza di avere un grande centravanti e togliere il gioco che ci caratterizza. Solo se lavoriamo come squadra possiamo valorizzare l’enorme valore aggiunto che può darci Dzeko». Senza dimenticarsi del campione seduto in panchina per cercare di raggiungere la Juve: «Se troviamo continuità – giura Keita – possiamo giocarcela alla pari». Il maliano, stando alle prove di ieri, dovrebbe rimanere fuori dall’undici anti-Verona, in favore di Pjanic, De Rossi e Nainggolan. Maicon si è allenato da solo, sarà Florenzi il terzino destro. Non è escluso che Cole venga convocato, per Emerson potrebbero non esserci i tempi tecnici per inserirlo in rosa entro domani. Davanti il tridente tutto nuovo con Salah, Dzeko e Iago Falque, favorito nel ballottaggio con Gervinho. Totti permettendo.

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