Edin e Miralem domenica hanno festeggiato insieme. Poi ieri sono partiti per il ritiro della Bosnia, che giovedì si giocherà molto del suo Europeo in casa del Belgio di Nainggolan. Miralem e Radja hanno passato parte dell’estate insieme, sono come fratelli. Anche se poi il fratello di sangue di Pjanic oggi è Dzeko, l’uomo per cui ha lavorato per averlo alla Roma. Così tanto che Edin, durante la trattativa, si è fatto assicurare che non partisse Pjanic, conditio sine qua non per accettare. E ieri a casa loro, dove quei 118 chilometri non dividono più ma uniscono, la Bosnia li ha celebrati a dovere, con i principali quotidiani che hanno titolato così: «Roma festeggia i nostri Dragoni» e «Dzeko e Pjanic demoliscono la Juventus». L’effetto? Un proliferare di maglie giallorosse per i vicoli della Bascarsija, il quartiere vecchio di Sarajevo, maglie ovviamente griffate Pjanic e Dzeko. «Per la Bosnia sono due ambasciatori eccezionali — dice Vesela Planinic, ministro consigliere presso l’ambasciata bosniaca — Grazie a loro in molti ameranno il nostro Paese pure in Italia. Presto li inviteremo in ambasciata».
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