Protagonista nel precampionato Garcia lo ha tenuto in panchina a Verona salvo poi servirsi di lui con la Juve. Iago Falque, zero tatuaggi per la fobia degli aghi, non ha tradito: serpentine, assist (quello per Dzeko) e due conclusioni. Decisivo Iago, a suo modo. In silenzio e senza strafare come sui social e nello spogliatoio dove in molti ne hanno apprezzato l’umiltà e l’educazione. Ora per Garcia è arrivato il momento della scelta definitiva: rinunciare al pupillo Gervinho per tenere Iago. L’equilibratore, l’ago della bilancia. Sia nel 4-3-3 (con uno tra Vainqueur o Uçan al posto di Pjanic) o nel 4-2-3-1 con Totti in campo («voglio vincere con lui», ha ribadito ieri Garcia a Radio Montecarlo) dietro a Dzeko. Il tecnico sembra poco disposto al cambiamento del modulo e a un turn-over esagerato.
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